Durante l’audizione presso la V commissione Bilancio della Camera sul decreto-legge 19/26, abbiamo denunciato come CGIL il fatto che il governo italiano, all’insaputa dell’opinione pubblica, avesse sottoposto alla Commissione europea, il 23 febbraio 2026, un’ulteriore rimodulazione del Piano.
Il 4 marzo scorso la Commissione europea, sulla base del Documento di lavoro dei servizi della commissione riguardante il Controllo del clima e marcatura digitale del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia, ha adottato una proposta di decisione di esecuzione e relativo allegato, con cui vengono accolte le modifiche richieste dall’Italia.
È ormai chiaro che la gestione di questa delicatissima fase del PNRR è tutta giocata all’interno di ristrettissime cerchie di decisori politici e tecnici, i quali o ignorano o non tengono in alcun conto le rilevanti ricadute sociali ed economiche delle scelte che si vanno via via adottando.
Si tratta di una deriva pericolosa che è accompagnata dall’emarginazione del Parlamento e dalla totale rimozione del dialogo con le parti sociali.
Di seguito la sintesi di questa nuova versione del PNRR (la settima, a parte il testo originario).
La revisione interviene su 40 misure:
a) 13 sono parzialmente non più realizzabili nei tempi previsti nell'allegato della decisione di esecuzione del Consiglio del 13 luglio 2021;
b) 7 sono state modificate al fine di attuare alternative “migliori” per conseguirne il livello di ambizione originario;
c) 20 sono state modificate al fine di attuare alternative “migliori” che consentano di ridurre gli oneri amministrativi e semplificare la decisione di esecuzione del Consiglio, garantendone tuttavia il conseguimento delle finalità.
A differenza di quanto anticipato dai mezzi di informazione e confermato dai contenuti del decreto-legge 19/26, la nuova versione del PNRR mantiene tra i traguardi da conseguire quello relativo alla costituzione della società di noleggio di materiale rotabile, RoSCo, interamente di proprietà dello Stato, nell’ambito della Riforma del sistema ferroviario (Riforma 1.3 Rafforzare l'efficienza dell'infrastruttura ferroviaria in Italia). A tal fine è previsto un investimento di 1,2 miliardi di euro che, invece, in base alle anticipazioni, sarebbero dovuti andare al Piano Casa. Si tratta di una notizia davvero clamorosa, dalle conseguenze imprevedibili.
Riguardo alle misure di cui al punto a), il nuovo testo sposta la realizzazione dell’obiettivo/traguardo dal quarto trimestre 2025 o dal primo trimestre 2026, al secondo trimestre 2026. Questo l’elenco delle misure interessate:
- M2C3-6 Investimento 1.1 - Costruzione di nuove scuole mediante la sostituzione di edifici;
- M2C3-8 Investimento 1.2 - Riqualificazione di beni immobili pubblici parzialmente o interamente utilizzati per l'amministrazione della giustizia;
- M2C3-10 Investimento 3.1 - Promozione di un teleriscaldamento efficiente;
- M2C4-23 Investimento 3.3 - Rinaturazione dell'area del Po;
- M2C4-25 Investimento 3.4 - Bonifica del "suolo dei siti orfani";
- M2C4-38 Investimento 4.4 - Investimenti in fognatura e depurazione;
- M3C1-5 Investimento 1.1 - Collegamenti ferroviari ad alta velocità verso il Sud per passeggeri e merci;
- M5C2-6 Investimento 1 - Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell'istituzionalizzazione;
- M5C2-8 Investimento 2 - Percorsi di autonomia per persone con disabilità;
- M5C2-10 Investimento 3 - Housing First (innanzitutto la casa) e stazioni di posta;
- M5C2-20 Investimento 6 - Programma innovativo della qualità dell'abitare;
- M6C1-9 Investimento 1.2 - Casa come primo luogo di cura e telemedicina;
- M7-3 Riforma 1 - Semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili.
Riguardo alle misure di cui al punto b), l’intervento più rilevante riguarda la modifica della presentazione dell’investimento 1.4 “Sviluppo del biometano, secondo criteri di promozione dell'economia circolare” nell’ambito della Missione 2 Componente 2 e per il quale è prevista la costituzione di uno specifico fondo utilizzabile anche dopo il 2026, pari a 2,236 miliardi di euro. Premesso che il soggetto attuatore rimane il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la nuova versione prevede che il fondo dovrà comprendere almeno una delle seguenti linee di prodotto:
- sostegno alla costruzione di nuovi impianti per la produzione di biometano;
- riconversione e miglioramento dell'efficienza degli impianti di biogas agricolo esistenti (inclusa la Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani - FORSU) per la produzione di biometano per i trasporti, l'industria e il riscaldamento;
- sostituzione di veicoli meccanici obsoleti e a bassa efficienza con veicoli alimentati a biometano;
- sostegno a pratiche ecosostenibili nella produzione di biogas, comprese pratiche di riduzione della perturbazione del suolo (lavorazione minima) e l'implementazione di sistemi a basse emissioni per l'applicazione del digestato;
- aumento dell'efficienza degli impianti di produzione di biogas esistenti, incluso il recupero di calore in loco e la riduzione delle emissioni.
In precedenza, il fondo prevedeva che le prime due linee di prodotto dovevano essere entrambe presenti.
Da segnalare, inoltre:
- l’entrata in vigore, entro il quarto trimestre 2025, degli atti giuridici che prevedono la riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente per almeno 4,5 miliardi di euro nel 2026. In precedenza: adozione di atti giuridici volti a ridurre le sovvenzioni dannose per l'ambiente di almeno 2 miliardi di EUR nel 2026 e a definire il cronoprogramma per un'ulteriore riduzione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente di almeno 3,5 miliardi di EUR entro il 2030 (M7-5 Riforma 2 - Riduzione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente);
- il conseguimento, nel quarto trimestre 2025 (in precedente secondo semestre 2026), della riduzione dell'80% del numero complessivo di cause pendenti ancora in corso al 30 giugno 2023 presso tutti i tribunali amministrativi e del 70 % del numero di cause pendenti ancora in corso al 30 giugno 2024 presso il Consiglio di Stato (M1C1-49 e M1C1-50 Investimento 1.8 - Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi);
- la formazione, nell’ambito dell’Investimento relativo al Servizio civile digitale, di almeno 8.300 soggetti all'interno degli enti iscritti all'Albo nazionale degli enti del Servizio Civile Universale, chiarendo che il Servizio Civile Digitale si concentra su attività di educazione digitale e/o di facilitazione digitale (M1C1-24 Investimento 1.7.1 - Servizio civile digitale).
Riguardo alle misure di cui al punto c), da segnalare:
- Investimento 5 - Creazione di imprese femminili. L’accordo che trasferisce 400 milioni di euro a Invitalia per la costituzione del Fondo di Sostegno all’Impresa Femminile dovrà essere sottoscritto entro giugno 2026. Eliminato il riferimento ai requisiti relativi agli investimenti digitali effettuati dal soggetto attuatore, ossia che almeno 150 000 000 di euro di investimenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza nel Fondo devono contribuire alla transizione digitale (M5C1-19 bis e M5C1-20);
- Missione 2 Componente 1 Investimento 4 (Impianto Parco Agri-Solare). Viene eliminato il riferimento al fatto che il fondo (con una dotazione di 789 milioni di euro) eroga una sovvenzione a copertura solo di una parte del costo dei progetti;
- riguardo alla Riforma delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale, è prevista la pubblicazione degli elenchi dei beneficiari selezionati dei programmi di formazione "Progetto per l'autoimpiego" e "Fondo nuove competenze". Eliminato il riferimento al programma di formazione "Skills Partnership Ucraina-Italia" (M5C1-4);
- Riforma 2 - Lavoro sommerso. Viene chiarito che il numero medio di ispezioni annuali nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025, che dovrà essere pari ad almeno 102.895, deve risultare registrato sui sistemi informatici dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Arma dei Carabinieri (M5C1-10);
- Viene eliminato il riferimento alla banca dati TED (Tenders Electronic Daily, gare d’appalto UE) per la verifica del lasso di tempo medio che intercorre tra il termine per la ricezione delle offerte e la data della firma del contratto nell’ambito della Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni (M1C1-96);
- M1C2 Riforma 2 - Leggi annuali sulla concorrenza. È prevista l’installazione di ulteriori 17 milioni di contatori elettrici intelligenti di seconda generazione;
- Vengono ridimensionate le ambizioni dell’investimento 2.3 Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici, nell’ambito della Missione 1 componente 3. Nella nuova versione “la misura consiste nel riqualificare parchi e giardini storici”, nella precedente “La misura consiste nel riqualificare parchi e giardini storici, sostenerne il ripristino e la gestione sostenibile, sostenere la formazione professionale, garantire la conservazione a lungo termine e rafforzare il ruolo culturale, educativo e ambientale di tali spazi.”
Infine, sono stati corretti dieci errori materiali relativi alle seguenti misure:
1. M2C4-40 dell'Investimento 4.5 (Regime di sovvenzioni per gli investimenti in infrastrutture idriche): il fondo è di 1 miliardo di euro e non di 1,2 miliardi;
2. M4C1-14bis della Riforma 2.1 (Reclutamento dei docenti);
3. M4C1-31 dell'Investimento 5 (Fondo per gli alloggi destinati agli studenti);
4. M7-6 della Riforma 3 (Riduzione dei costi di connessione degli impianti per la produzione di biometano);
5. M7-13 dell'Investimento 3 (Misura rafforzata: Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse);
6. M7-22 dell'Investimento 7 (Rete di trasmissione intelligente);
7. M7-30 dell’Investimento 10 (Progetti pilota sulle competenze “Crescere green”);
8. M7-37 dell'Investimento 13 Linea Adriatica Fase 1 (centrale di compressione di Sulmona e gasdotto Sestino-Minerbio);
9. M7-39 dell'Investimento 14 (Infrastruttura transfrontaliera per l'esportazione del gas);
10. M7-42 dell'Investimento 15 (Transizione 5.0).
Quadro finanziario
Il quadro finanziario non cambia e le risorse sono confermate in:
€ 122.601.810.400,00 (prestiti);
€ 71.779.623.788,00 (fondo perduto);
Totale: € 194.381.434.188,00.
I costi totali stimati del PNRR modificato dell'Italia ammontano pertanto a € 194.435.381.164. La differenza di circa 54 milioni sarà coperta con risorse nazionali.