Nel quadro delle profonde trasformazioni che sta attraversando il settore delle telecomunicazioni, caratterizzate da processi di riorganizzazione, innovazione tecnologica e ridefinizione degli assetti occupazionali, sono stati recentemente sottoscritti due importanti accordi che intervengono in modo significativo sulla gestione delle uscite anticipate e sull’accompagnamento alla pensione.

Si tratta dell’accordo sottoscritto con TIM il 5 marzo 2026 per l’accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà bilaterale della filiera delle telecomunicazioni e dell’accordo FiberCop del 29 gennaio 2026 sull’Isopensione ex art. 4 della legge Fornero. Complessivamente, questi strumenti interessano una platea potenziale di circa 2.800 lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale, rappresentando uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni nel settore.

Entrambi gli accordi prevedono l’accesso volontario a percorsi di uscita anticipata per lavoratrici e lavoratori che si trovano a un massimo di 60 mesi dal raggiungimento dei requisiti pensionistici. In tutti i casi,si tratta di strumenti che garantiscono una continuità di reddito attraverso un assegno mensile pari alla pensione maturata al momento della risoluzione del rapporto di lavoro e,soprattutto, il versamento della contribuzione correlata fino al raggiungimento del diritto alla pensione.

È importante evidenziare che, pur nella similitudine degli strumenti, i tempi e le modalità per l’espressione dell’adesione non sono uniformi tra i due accordi.

Accordo TIM – Fondo di solidarietà TLC

Per quanto concerne il Fondo di solidarietà della filiera delle telecomunicazioni, si tratta di fatto del primo accordo di esodo attuato attraverso questo strumento, che rappresenta per la SLC un importante presidio di tutela del reddito e di accompagnamento alla pensione.

L’accordo prevede fino a 1.000 uscite volontarie, con cessazioni entro il 30 novembre 2026 e un periodo di accompagnamento fino a 60 mesi, per lavoratrici e lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici entro il 30 novembre 2031.

In questo contesto assume particolare rilievo la circolare INPS n. 144 del 19 novembre 2025, che costituisce il riferimento operativo fondamentale per l’applicazione del Fondo. La circolare definisce in modo puntuale i requisiti di accesso, le modalità di presentazione delle domande, i flussi procedurali tra azienda, lavoratore e INPS, il funzionamento dell’assegno straordinario e della contribuzione correlata, nonché gli aspetti amministrativi e di gestione.

Si tratta quindi di uno strumento complesso, che richiede una gestione attenta e integrata, anche per evitare criticità nelle fasi di accesso e durante tutto il periodo di accompagnamento.

Accordo FiberCop – Isopensione

L’accordo FiberCop si inserisce invece nell’ambito dell’Isopensione ex art. 4 della legge Fornero e prevede fino a 1.800 uscite volontarie, con due finestre principali di uscita fissate al 30 giugno 2026 e al 30 novembre 2026.

Anche in questo caso è previsto un accompagnamento alla pensione fino a un massimo di 60 mesi, rivolto a lavoratrici e lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici entro il 30 novembre 2031, con specifiche condizioni legate alla maturazione dei requisiti di pensione anticipata o di vecchiaia.

Lo strumento dell’Isopensione, pur essendo consolidato, richiede anch’esso una gestione puntuale, in particolare nella fase di certificazione dei requisiti da parte dell’INPS e nella determinazione della prestazione, elementi essenziali per garantire certezza e tutela alle persone coinvolte.

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Le tempistiche sono particolarmente stringenti: le cessazioni dovranno avvenire entro il 30 novembre 2026 e le fasi operative – dalla raccolta delle adesioni alla verifica dei requisiti previdenziali fino alla gestione delle richieste – sono già in corso o di imminente attivazione.

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È inoltre importante considerare che questi strumenti determinano una fase prolungata – fino a cinque anni – in cui la persona non è più in azienda ma non è ancora pensionata. Per garantire assistenza previdenziale, monitoraggio delle posizioni e accompagnamento fino al pieno accesso alla pensione, assume un ruolo determinante lo SPI Cgil.