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Roma, 1 febbraio - “La Cgil condanna con fermezza le violenze avvenute ieri a Torino. La violenza non è mai una risposta e non può essere tollerata in alcuna forma. Esprimiamo solidarietà a tutti gli agenti e le agenti coinvolti negli scontri”. È quanto dichiara Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil.
“In particolare, siamo vicini ad Alessandro Calista, vigliaccamente accerchiato e colpito da un gruppo di delinquenti che ci auguriamo venga identificato e punito. Chi pensa di imporre le proprie idee con la violenza attacca la democrazia e alimenta un clima pericoloso. E questi atti – sottolinea la dirigente sindacale – offendono anche le migliaia di donne e uomini che hanno manifestato pacificamente”.
Per Ghiglione “le tensioni che attraversano Torino, anche alla luce delle operazioni e delle vicende che hanno riguardato il centro sociale Askatasuna e le manifestazioni dei mesi scorsi, non possono essere affrontate esclusivamente sul piano dell’ordine pubblico. Viviamo un clima sociale sempre più segnato da paura, rabbia e polarizzazione – prosegue – e quando il conflitto viene ridotto a questione di sicurezza e non di diritti, quando il disagio sociale viene ignorato o represso, si rischia di spingere ulteriormente il Paese verso una deriva”.
“È necessario ricostruire un clima democratico fondato sul rispetto reciproco, sul dialogo e su politiche capaci di affrontare le cause profonde delle tensioni: precarietà, disuguaglianze, marginalità sociale, mancanza di prospettive”, aggiunge la segretaria confederale. “La sicurezza vera si costruisce con la giustizia sociale, il lavoro dignitoso, la partecipazione e dal riconoscimento dei diritti. È questo il terreno su cui si costruisce una società più coesa”.
“La Cgil – ribadisce infine Ghiglione – sta senza se e senza ma dalla parte della democrazia e della legalità costituzionale, e respinge ogni forma di estremismo. Il conflitto sociale deve trovare spazio esclusivamente nella mobilitazione pacifica e nella partecipazione democratica. Allo stesso tempo, la violenza non può essere usata per zittire il dissenso legittimo”.






