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Novità - Aggiornamenti normativi sull’Assegno di Inclusione (ADI) – 2026
1. Modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce rilevanti novità sul calcolo dell’ISEE ai fini dell’accesso all’ADI. In particolare:
- Aumento della franchigia della casa di abitazione da 52.500 € a 91.500 €, e fino a 120.000 € nei comuni capoluogo delle città metropolitane, con incremento di +2.500 € per ogni figlio convivente successivo al primo.
- Rimodulazione delle maggiorazioni della scala di equivalenza per nuclei con figli, con nuove maggiorazioni specifiche anche per i nuclei con 2 figli.
- Regole ISEE più favorevoli per l’accesso a: ADI, SFL, AUU, Bonus nido, Bonus nuovi nati.
2. Eliminazione del mese di sospensione dopo 18 mesi
Dal 1° gennaio 2026 viene abolito il mese di sospensione obbligatorio che in precedenza si applicava dopo:
- il primo ciclo di 18 mesi di erogazione;
- ogni successivo rinnovo di 12 mesi.
Il rinnovo può quindi essere richiesto immediatamente, senza interruzioni. La prima mensilità del nuovo ciclo viene comunque riconosciuta nella misura del 50% dell’importo mensile del beneficio spettante.
3. Contributo straordinario aggiuntivo
La Legge di Bilancio 2026 dispone che il contributo straordinario (massimo 500 €) venga riconosciuto anche ai nuclei familiari che:
- hanno concluso le prime 18 mensilità di ADI nel mese di novembre 2025.
4. Calendario ufficiale dei pagamenti ADI per il 2026
L’INPS, con il Messaggio n. 214 del 22 gennaio 2026, ha pubblicato il calendario ufficiale dei pagamenti ADI per l’anno 2026:
- Prime erogazioni e nuovi pagamenti: intorno al 15 di ogni mese.
- Rinnovi mensili: intorno al 27 di ogni mese, con anticipo al 23 dicembre 2026 per le festività natalizie.
Sintesi finale
| ISEE | Franchigia casa aumentata + nuove maggiorazioni scala equivalenza |
| Rinnovi ADI | Eliminato mese di sospensione; prima mensilità del rinnovo al 50% |
| Contributo straordinario | Esteso ai nuclei con ciclo terminato a novembre 2025 |
| Pagamenti 2026 | Nuovi pagamenti il 15, rinnovi il 27 di ogni mese, eccezione 23 dicembre |
Pur ribadendo il nostro giudizio critico sulle misure, la guida vuole essere un supporto pratico rispetto ai numerosi bonus disponibili.
La molteplicità di situazioni in essere va esaminata specificamente. È quindi importante rivolgersi ai CAAF CGIL, Centri di Assistenza Fiscale della Cgil; e al Patronato INCA CGIL per una consulenza personalizzata.
→ Vedi tutti i Bonus e le Prestazioni agevolate attive
Assegno di Inclusione, COS'È
13 ottobre 2025 – L'ADI, istituita dall'articolo 1 del decreto-legge 48/2023, è una misura nazionale per contrastare la povertà, la fragilità e l'esclusione sociale delle fasce deboli tramite percorsi di inserimento sociale, formazione e politiche attive del lavoro a partire dal 1° gennaio 2024.
Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l'inclusione sociale.
Il beneficio economico inizia il mese successivo alla sottoscrizione, da parte del richiedente ADI, del Patto di attivazione digitale del nucleo familiare (PAD), una volta completata con esito positivo l'istruttoria.
Per le prime richieste presentate entro gennaio e che includono il PAD firmato entro lo stesso mese di gennaio 2025, il beneficio inizia a decorrere dallo stesso mese di gennaio 2025, ma solo se l'istruttoria ha esito positivo.
Il beneficio viene erogato mensilmente su una carta di pagamento elettronica (Carta di inclusione o Carta ADI) per un massimo di diciotto mesi consecutivi. Può essere rinnovato per ulteriori dodici mesi, con una pausa di un mese tra i periodi di rinnovo.
Alla fine di ogni periodo di rinnovo di dodici mesi, è sempre prevista una pausa di un mese.
A CHI SPETTA
L'ADI è riconosciuto su richiesta di un membro del nucleo familiare per garantire l'inclusione di famiglie con membri disabili, minori o anziani (con almeno 60 anni di età), o persone in condizioni svantaggiate inserite in programmi di assistenza sociosanitaria certificati dalle autorità pubbliche.
Al cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa, in possesso dei
seguenti requisiti:
- avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 10.140 euro annui;
- un patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, come definito ai fini ISEE diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini dell’imposta municipale propria (IMU) non superiore a 150.000 euro, non superiore a 30.000 euro;
- un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso;
- avere un reddito familiare inferiore a 6.500 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza.
Non ha diritto all'Assegno di inclusione il nucleo familiare di cui un componente, sottoposto agli obblighi di cui all'articolo 6, comma 4 risulta
disoccupato a seguito di dimissioni volontarie, nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa, nonché le
risoluzioni consensuali del contratto di lavoro.
COSA SPETTA
Il beneficio economico che sarà erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta di inclusione o Carta ADI) che, attualmente, viene emessa da Poste Italiane è differenziato in base alla composizione del nucleo e all’indicatore ISEE.
Il versamento del beneficio decorre dal mese successivo alla richiesta.
La Carta consente di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile prestabilito; effettuare un bonifico mensile SEPA/Postagiro in Ufficio Postale per pagare la rata dell’affitto, in favore del locatore indicato nel contratto di locazione, o la rata del mutuo all’intermediario che ha concesso il mutuo; pagare tutte le utenze domestiche ed altri servizi quali, a titolo esemplificativo, le mense scolastiche, presso gli Uffici Postali (con bollettini o MAV postali) e presso tutti gli esercizi commerciali abilitati (tabaccai, i supermercati, bar, ecc.).
Inoltre, la carta consente inoltre l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi ad eccezione di alcune specifiche categorie indicata nella normativa (ad es. armi, gioielli, servizi assicurati ecc..).
DOMANDA
La domanda per l’Assegno di Inclusione può essere presentata telematicamente, presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAAF), i Patronati (INCA) o, in via telematica attraverso il sito internet istituzionale dell’INPS.
RICAPITOLANDO
| BONUS E PRESTAZIONI AGEVOLATE 2025 |
| Prestazioni per lavoratori e pensionati |
| PRESTAZIONE: Assegno di inclusione |
| IMPORTO L'importo dell'Assegno di inclusione varia a seconda della composizione del nucleo familiare e delle sue necessità: - Fino a 6.500 euro all'anno per i nuclei familiari standard. - Fino a 8.190 euro all'anno se tutti i membri del nucleo familiare hanno almeno 67 anni o se ci sono membri con almeno 67 anni e altri familiari in gravi condizioni di disabilità o non autosufficienza. L’importo è integrabile con un contributo per l'affitto/mutuo se dichiarato. |
| BENEFICIARIO Nuclei con almeno un componente: - con disabilità - minorenne - con almeno 60 anni |
| DOCUMENTI NECESSARI/REQUISITI Il richiedente dell'Assegno di inclusione deve soddisfare requisiti - di residenza; - di cittadinanza; - di soggiorno; - soggettivi; - economici; - patrimoniali; - ulteriori condizioni. ISEE 2025 in corso di validità: inferiore a 10.140 euro. |
| SCADENZA E VALIDITÀ Il beneficio è erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa sospensione di un mese, per ulteriori 12 mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo è sempre prevista la sospensione di un mese. |
| DOVE VA RICHIESTA |
Pur ribadendo il nostro giudizio critico sulle misure, la guida vuole essere un supporto pratico rispetto ai numerosi bonus disponibili.
La molteplicità di situazioni in essere va esaminata specificamente. È quindi importante rivolgersi ai CAAF CGIL, Centri di Assistenza Fiscale della Cgil; e al Patronato INCA CGIL per una consulenza personalizzata.
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