Roma, 2 marzo - “Pil 2025 ad appena lo 0,5%, deindustrializzazione ed esplosione della pressione fiscale che supera il 43%, senza che - al momento - venga neppure raggiunto l’obiettivo del deficit sotto il 3%, obiettivo a cui è stata piegata l’intera politica economica del Governo”. Lo afferma, in una nota, il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari.

“Un Governo - aggiunge il dirigente sindacale - che ha sposato senza se e senza ma l’austerità del nuovo Patto di stabilità, tagliando e definanziando drasticamente i servizi pubblici, rinunciando a qualsiasi politica industriale e concentrando gli investimenti in un’unica direzione: la corsa al riarmo”.

Per il segretario confederale: “Un fallimento su tutta la linea, che pesa soprattutto su salari e pensioni che, dopo aver subito un’altissima inflazione da profitti che li ha brutalmente impoveriti, pagano decine di miliardi di imposte non dovute a causa del drenaggio fiscale che l’esecutivo ha scelto deliberatamente di non neutralizzare e di non restituire, garantendosi così entrate fiscali da record”.

“Sono lavoratori e pensionati a tenere in piedi i conti pubblici, mentre profitti, extraprofitti, grandi ricchezze, evasori fiscali possono continuare a dormire sonni tranquilli. Senza invertire rotta - conclude Ferrari - non saranno penalizzate solo le persone che rappresentiamo, ma andrà a sbattere l’intero Paese”.