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Roma, 13 maggio – “La nomina formalizzata oggi dal Consiglio di amministrazione dell’Inps segue una logica di occupazione politica degli spazi apicali e tecnici delle istituzioni pubbliche che desta sconcerto e profonda preoccupazione”. Così Cgil nazionale e Fp Cgil commentano la scelta del nuovo coordinatore generale dell’area legale dell’Inps, sottolineando che “le polemiche, i dubbi, gli interrogativi emersi in questi giorni sulla stampa e le interrogazioni parlamentari che ne sono seguite non sono bastati a determinare alcuna riflessione critica né alcun ripensamento”.
Cgil e Fp ricordano che “l’Inps, uno degli enti pubblici più importanti del Paese e il più grande istituto previdenziale d’Europa, rappresenta oggi un presidio centrale del welfare italiano: gestisce pensioni, sostegni al reddito, tutele sociali e servizi essenziali per milioni di cittadine e cittadini. Proprio per questo dovrebbe essere preservato da logiche di appartenenza politica e affidato a figure capaci di garantire piena autonomia, indipendenza, competenza e autorevolezza nell’interesse generale del Paese”.
“Colpisce inoltre che, ancora una volta, si proceda alla nomina del quarto coordinatore uomo – denunciano Confederazione e Categoria – confermando l’assenza di qualunque attenzione concreta al tema dell’equilibrio di genere nei ruoli di vertice della pubblica amministrazione. Una scelta ancora più incomprensibile in un ente nel quale le professionalità femminili rappresentano ormai una componente fondamentale e maggioritaria in molti ambiti altamente qualificati. Eppure, quando si tratta di attribuire incarichi apicali e responsabilità tecniche, le donne sono sistematicamente escluse”.
“Ci si chiede, a questo punto, dove sia finito quel merito tanto evocato nelle convention e nella comunicazione istituzionale dell’Istituto, ma evidentemente praticato solo a parole. Siamo di fronte a una gestione del potere che appare sempre più orientata a occupare tutte le posizioni strategiche della pubblica amministrazione, riducendo progressivamente gli spazi di autonomia e indipendenza delle istituzioni”, ribadiscono Cgil e Fp. “Continueremo a difendere il ruolo pubblico e universale dell’Inps, la sua autonomia e la funzione sociale che svolge quotidianamente per lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati”, concludono






