Roma, 25 febbraio – “Mancano miliardi all’appello per la realizzazione delle opere strategiche, altro che adeguatezza degli stanziamenti rispetto ai costi programmati, il quadro è ben più preoccupante di quello raccontato dal Governo negli ultimi mesi, e il Paese rischia il blocco infrastrutturale”. Così il segretario confederale della Cgil Gino Giove commenta il Rapporto annuale sullo 'Stato di attuazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie' presentato oggi alla Commissione Ambiente della Camera.

Per il dirigente sindacale “da una prima lettura emergono più ombre che luci. Nonostante le ripetute rassicurazioni, il fabbisogno finanziario delle opere strategiche aumenta in modo significativo: in poco più di un anno si passa dal 29% al 33% del costo complessivo privo di copertura”. In particolare, sottolinea, “se si guarda a Calabria e Sicilia il dato è allarmante: oltre 20 miliardi di euro di fabbisogno finanziario. Un vuoto che pesa in modo drammatico sul Mezzogiorno, che continua a essere il territorio con il maggiore deficit infrastrutturale e logistico del Paese”. “Il rischio – prosegue Giove – è evidente: opere programmate ma non completate, cantieri rallentati, tempi che si allungano, costi che lievitano ulteriormente. Un circolo vizioso che può in breve compromettere la credibilità della pianificazione pubblica e indebolire la competitività del sistema produttivo nazionale”.

In questo contesto, secondo il segretario confederale della Cgil “appare quantomeno discutibile la scelta politica di concentrare attenzione e risorse sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, opera in questo caso interamente finanziata, mentre decine di interventi essenziali per la mobilità quotidiana di cittadini e imprese restano privi delle necessarie coperture. Il Ministro Salvini avrebbe fatto meglio a garantire la piena sostenibilità finanziaria delle opere già programmate e in fase di realizzazione, molte delle quali fondamentali per ridurre il divario territoriale, migliorare la sicurezza delle reti e rafforzare la capacità logistica del Mezzogiorno”.

“È necessario aprire immediatamente un confronto trasparente con le parti sociali e con il Parlamento per ridefinire priorità, tempi e risorse, mettendo al centro l’interesse generale e lo sviluppo equilibrato del territorio nazionale”, conclude Giove.