Roma, 25 marzo - “Giorgetti continua a negare l’evidenza: l’esplosione della pressione fiscale, che nel 2025 ha raggiunto il record del 43,1%, è a carico principalmente di lavoratori dipendenti e pensionati”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, a seguito dell’intervento di oggi del Ministro dell’Economia alle celebrazioni per i 25 anni dell’Agenzia delle Entrate.

“Tutto ciò - prosegue il dirigente sindacale - è accaduto non, come sostengono al Mef, per l’aumento dell’occupazione, ma per tutt’altra ragione: un drenaggio fiscale a carico dei redditi fissi che, nel triennio 2022/2024, hanno pagato 25 miliardi di imposte non dovute, dinamica che è proseguita anche nel 2025. Il Governo ha scelto non solo di non restituire il fiscal drag, ma anche di non indicizzare tutti i parametri Irpef all’inflazione per neutralizzarlo. Un’inflazione che è destinata ad aumentare nei prossimi mesi, per effetto della crisi energetica in corso, che si sta trasmettendo rapidamente a tutti i settori produttivi”.

“Oltretutto, contrariamente a quanto sostiene il ministro dell’Economia e delle Finanze, i salari reali non sono affatto aumentati. Nel dicembre del 2025 - sottolinea Ferrari - segnavano ancora un meno 8,1% rispetto a gennaio 2021”.

“A parte il lavoro di recupero dell’Agenzia delle Entrate, il livello dell’evasione fiscale e contributiva, secondo gli ultimi dati disponibili, continua ad attestarsi intorno ai 100 miliardi annui e - aggiunge il segretario confederale - difficilmente si ridurrà finché a mantenere in ordine i conti pubblici saranno solo coloro che vivono di salario e di pensione, mentre per tutti gli altri si escogitano condoni, sanatorie, concordati e ogni genere di strumento per sfuggire ai propri doveri fiscali.”

“Intanto, proseguono la deindustrializzazione del Paese e la crescita del Pil allo ‘zero virgola’, con il rischio recessione che si fa sempre più concreto anche a causa delle ricadute economiche della guerra in Medioriente. Senza cambiare radicalmente politica economica e fiscale - conclude Ferrari - l’Italia non sarà in grado di reggere l’urto della difficile fase che abbiamo di fronte”.