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Roma, 28 marzo - “Con un comunicato della Presidenza del Consiglio del 26 marzo, si rivendicava il merito di aver ottenuto, nell’ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, il via libera della Commissione Europea allo spostamento di fondi europei, già attribuiti all’Italia, sulla competitività delle imprese, la realizzazione di alloggi a prezzi calmierati, sugli interventi in ambito idrico ed energetico. Contemporaneamente, la Commissione Europea rendeva noto che circa 248 milioni di euro di quei fondi saranno destinati alla difesa. L’omissione del governo italiano testimonia la sua cattiva coscienza”. Lo afferma, in una nota, il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari.
“Le risorse in questione - sottolinea il dirigente sindacale - vengono, guarda caso, da programmi riferiti a sei regioni governate da tempo dalla destra: Sicilia (199 milioni di euro), Calabria (14,8 milioni), Basilicata (13,7 milioni), Abruzzo (11,2 milioni), Lombardia (7,5 milioni) e Molise (1,9 milioni). La scelta di queste Regioni e di Palazzo Chigi, peraltro compiuta surrettiziamente, apre la strada, anzi l’autostrada, all’utilizzo di risorse destinate alla lotta alle diseguaglianze e ai divari territoriali per accrescere, invece, le spese militari”.
Secondo Ferrari: “Il fatto che una Regione come la Sicilia abbia deciso di distrarre quasi 200 milioni di euro per finalità di riarmo rappresenta uno schiaffo innanzitutto ai cittadini di quel territorio, che avrebbero bisogno di ben altri interventi”.
“La Cgil dice no a questa folle corsa agli armamenti, che ormai colpisce anche le politiche di coesione, perché - conclude il segretario confederale - non serve né alla pace, né a garantire la sicurezza dei cittadini, che chiedono il miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro”.






