Roma, 23 luglio – “La casa è un diritto, come la salute, l’istruzione e il lavoro, va garantito. Per questo è necessaria un'inversione di rotta radicale rispetto alle politiche del Governo, a partire dal Piano Casa, insufficiente e privo delle risorse adeguate ad affrontare l'emergenza sociale, il caro affitti e la speculazione immobiliare. Occorre il ritorno ad una forte regia pubblica, con investimenti strutturali che rendano la casa un pilastro del welfare”. Così la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi, che ieri, nel corso dell'Assemblea nazionale dei delegati sul diritto all'abitare, ha presentato la Piattaforma della Confederazione per una nuova politica abitativa.

“La Piattaforma – spiega la dirigente sindacale – è il frutto di elaborazioni, proposte ed esperienze di contrattazione sociale e territoriali, a partire da quelle nelle città a maggiore tensione abitativa. Esperienze da conoscere e valorizzare perché la questione abitativa assuma una nuova centralità nelle politiche nazionali e locali e nell’azione rivendicativa della Cgil”.

Tra le priorità indicate nel documento: un Piano nazionale pubblico per l'incremento di 600 mila alloggi (di cui 350 mila ERP); il rifinanziamento dei fondi per il sostegno delle famiglie in affitto; poteri normativi reali ai Comuni per porre tetti al mercato e regolare le locazioni turistiche brevi; fermare privatizzazioni e alienazioni di edifici pubblici inutilizzati da riqualificare e destinare all’edilizia residenziale; integrare l’edilizia pubblica con l’edilizia sociale; rivedere il regime fiscale delle locazioni per sostenere il canone concordato; inserire il servizio abitativo destinato alle persone in condizioni di disagio economico nei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).

Barbaresi sottolinea che “occorre garantire il diritto alla casa, ma anche il diritto a vivere in città accoglienti, solidali, inclusive e sostenibili, con processi di riqualificazione e rigenerazione urbana e assicurando i necessari servizi di prossimità sanitari, socio-assistenziali ed educativi per rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie”.

“La questione abitativa – conclude – non è più solo un’emergenza e non riguarda solo le famiglie in condizioni di povertà o marginalità: il disagio abitativo, in forte e continua crescita, è una condizione sempre più diffusa e strutturale che richiede con urgenza una strategia complessiva, con un forte ruolo pubblico con solidi interventi economici, fiscali e normativi”.

Leggi anche

Leggi anche