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Roma, 1 settembre - “I dati dell’Istat sull’inflazione di agosto, la più alta da tre anni a questa parte, preannunciano un autunno di rincari insostenibili, in particolare per chi vive di salario o di pensione. Non è più tempo di propaganda e di misure tampone, è il momento di sostenere sul serio i redditi fissi, anche al fine di rilanciare una domanda interna che è fondamentale per schiodare il Paese dal Pil allo zerovirgola”. Lo afferma, in una nota, il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, sottolineando inoltre: “che il Pil è allo zerovirgola e i redditi sono in caduta libera: corrono solo i prezzi e gli extraprofitti”.
Per il dirigente sindacale: “Va urgentemente affrontata l’emergenza salariale (dal 2021 i salari reali sono diminuiti in media di oltre l’8%), innanzitutto rinnovando tempestivamente i contratti nazionali di lavoro per difendere e aumentare il potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori. Va, al contempo, garantita la piena perequazione delle pensioni. Sul piano fiscale, vanno tassati gli extraprofitti per recuperare risorse indispensabili a finanziare interventi di sostegno alle fasce più fragili della popolazione e, soprattutto, non è più rinviabile la sterilizzazione del drenaggio fiscale, indicizzando automaticamente all’inflazione scaglioni, detrazioni e parametri Irpef”.
“Infine, occorre aumentare significativamente la produzione di energia da fonti rinnovabili e gli investimenti per la transizione ecologica, le uniche misure in grado di abbassare strutturalmente il costo delle bollette e di garantirci una vera autonomia energetica. Con meno di questo, la crisi economico-sociale e la deindustrializzazione in corso rischiano di diventare irreversibili”, conclude il segretario confederale.






