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matteo oi
Roma, 6 marzo - "Non possiamo limitarci alle celebrazioni simboliche dell'8 marzo. Con i suoi provvedimenti, il Governo sta provando a determinare un grave arretramento nei diritti delle donne, che si aggiunge ad una preoccupante regressione culturale sui temi di genere. Continueremo a denunciare con forza ciò che accade e continueremo a lottare. Le donne non vogliono ‘regali' che riducono diritti e tutele, vogliono più diritti, più libertà, più uguaglianza". È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione.
La dirigente sindacale sottolinea che "sono diversi i provvedimenti che sollevano forte preoccupazione. A partire dal disegno di legge sullo stupro, che introduce elementi di pericolosa regressione culturale e giuridica rispetto al principio fondamentale del consenso libero e attuale, conquistato attraverso anni di battaglie civili e giuridiche. A questo si aggiunge la proposta di eliminazione delle consigliere di parità regionali, figura essenziale per la tutela dei diritti delle lavoratrici e per il contrasto alle discriminazioni nel lavoro. Si tratterebbe di una scelta grave, perché sottrarrebbe alle donne un presidio istituzionale fondamentale proprio mentre persistono disuguaglianze profonde nel mercato del lavoro".
"Non meno preoccupante - aggiunge Ghiglione - è il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, che rischia di trasformarsi in un’occasione mancata: invece di rafforzare gli strumenti per contrastare il divario retributivo tra uomini e donne, il Governo sceglie di indebolire la direttiva europea, escludendo dai benefici della trasparenza salariale interi settori, applicandola solo alle aziende sopra i 100 dipendenti e impoverendo il ruolo delle organizzazioni sindacali e della contrattazione".
Per la segretaria confederale della Cgil "questi segnali, messi insieme, delineano un quadro allarmante: mentre le donne continuano a pagare il prezzo più alto della precarietà, del divario salariale, della difficoltà di conciliare lavoro e vita, e della violenza di genere, si mettono in discussione strumenti e principi che negli anni hanno rappresentato passi avanti importanti. Per questo l’8 marzo non può essere una giornata di retorica. Deve essere una giornata di consapevolezza, denuncia e mobilitazione. I diritti delle donne – conclude Ghiglione – non sono concessioni, sono conquiste costruite con lotte collettive, e continueremo a difenderli e ad ampliarli con la stessa determinazione".
→ Per approfondire: l'ordine del giorno dell'Assemblea generale della Cgil del 23 e 24 febbraio "Contro l’attacco ai diritti, alla libertà e alla dignità delle donne"






