“Una grandissima partecipazione”. Così il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha commentato il voto al referendum costituzionale sulla giustizia intervenendo alla conferenza stampa del Comitato della società civile per il No, al Centro Congressi Frentani.

Secondo Landini, il dato più rilevante è il ritorno al voto come strumento centrale della democrazia: “Le persone si sono riconquistate il diritto di votare quando le cose importanti sono in ballo e il voto è decisivo”.

Un segnale chiaro, ha aggiunto, che arriva dal Paese: “Si è dimostrato che questo Paese dice in modo molto chiaro che la Costituzione non va né stravolta né cambiata ma va applicata in tutte le sue parti”. Un messaggio che il leader della CGIL definisce “di unità del Paese, non di divisione”, e che richiama la necessità di “rimettere al centro i bisogni delle persone”.

Nel suo intervento, Landini ha sottolineato anche il valore della difesa dell’equilibrio democratico: “La difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura pone il tema che una vera democrazia deve rispettare tutti i soggetti che la compongono, che la legge è uguale per tutti”.

Un passaggio che si intreccia con il ruolo del sindacato: “Al centro i diritti del lavoro, il lavoro e la persona sono la bussola e l’orizzonte dell’iniziativa che dobbiamo mettere in campo”.

Dal voto, secondo Landini, emerge anche una domanda più ampia che riguarda le politiche del Paese: “La maggioranza di questo Paese chiede un cambiamento delle politiche economiche e sociali. C’è la richiesta di rimettere al centro il lavoro, il valore della pace e dell’eguaglianza sociale”.

Un tema che si lega al contesto internazionale e alle condizioni materiali delle persone: “È necessario affrontare con forza il problema di come si riconquista una pace vera e di come si ferma una logica della guerra pericolosissima”.

Allo stesso tempo, ha aggiunto, cresce la richiesta di partecipazione: “C’è una domanda del Paese di essere ascoltato, di poter decidere, di poter essere coinvolto”.

Landini ha poi richiamato il valore unitario della Costituzione anche rispetto al clima politico: “Questa è una domanda di unità del Paese, anche in risposta a chi ha fatto una campagna assurda di denigrazione e di costruzione dell’idea del nemico”.

Un’impostazione, ha sottolineato, lontana dallo spirito della Carta: “La Costituzione è stata pensata per unire questo Paese”.

Guardando ai prossimi mesi, il segretario generale della CGIL ha indicato la direzione: “Questo voto indica la necessità di proseguire su questo fronte e mettere in campo tutte le iniziative necessarie, dal diritto al lavoro al diritto alla salute, fino al diritto all’istruzione e a una giusta giustizia”.

Infine, l’invito a condividere il risultato: appuntamento nel pomeriggio in piazza Barberini a Roma “per festeggiare insieme e dare visibilità a questa importante giornata democratica”.

“È davvero una bella giornata – ha concluso – ed è il modo migliore per dire che è cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”.

Comitato per il No al Centro Congressi Frentani di Roma per l’esito del voto

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