Roma, 3 marzo 2026 – “Questo è un referendum che chiede di cambiare la Costituzione in ben 7 punti. E noi pensiamo che non c’è bisogno di cambiare la Costituzione per far funzionare meglio la giustizia”. È netta la posizione di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, intervenuto sul referendum costituzionale in una intervista ad Antimafia2000.

Per il leader sindacale, il nodo non è modificare la Carta, ma applicarla pienamente: “Per far funzionare meglio la giustizia bisogna applicare la nostra Costituzione, fare quegli investimenti che non vengono fatti in termini di assunzioni, di processo più giusto e di maggiori tutele e diritti per le persone che non ce li hanno”.

La Cgil giudica “pericoloso questo tentativo di modificare la Costituzione”, sottolineando come il progetto sia stato portato avanti senza un confronto reale. “Il Governo non l’ha discusso con nessuno, non ha messo nemmeno il Parlamento nella condizione di poter discutere, ha usato la maggioranza che aveva per imporre questo cambiamento”, afferma Landini.

Il segretario generale collega la riforma ad altre iniziative istituzionali dell’esecutivo, dall’autonomia differenziata al premierato, sostenendo che si inseriscano in una visione complessiva che mette in discussione gli equilibri costituzionali. “La Costituzione dice che la magistratura e la giustizia devono essere indipendenti, autonome, la legge deve valere per tutti nello stesso modo. Questo è il punto che loro vogliono cambiare”.

Secondo Landini, il rischio è quello di “mettere sotto controllo politico la giustizia e la magistratura”, una prospettiva che per la Cgil “non è accettabile”. Per questo, conclude, “votare No significa votare per fare in modo che la nostra Costituzione sia applicata e non messa in discussione”.


→ Speciale Referendum Giustizia 2026

→ Per rivedere l’intervista integrale clicca qui