“Il governo sta discutendo di un decreto senza parlare con le parti sociali, è l’ennesima cosa fatta anche negli altri Primo Maggio. Non mi pare che ci siano stati risultati particolarmente importanti per chi lavora”, lo ha detto Maurizio Landini rispondendo ai giornalisti a margine della 25ª edizione del Forum di Confcommercio a Roma, sottolineando come “sarebbe meglio che si fermassero un attimo”.


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Il leader sindacale ha ribadito l’impegno della CGIL su un tavolo di confronto già aperto con le parti datoriali: “Vogliamo affrontare i problemi veri: cancellare i contratti pirata, aumentare i salari, ridurre la precarietà e investire sulla formazione e sul lavoro di qualità”. Da qui l’invito all’esecutivo: “Sarebbe molto importante che il governo desse sostegno a questo accordo”.

Sul fronte fiscale, Landini ha accusato le politiche degli ultimi anni di aver penalizzato lavoratori e pensionati: “Il lavoro dipendente e i pensionati hanno un livello di prelievo più alto rispetto a quello su profitti e rendite finanziarie”. Un sistema che, ha detto il segretario della CGIL, ha prodotto “24 miliardi di tasse in più attraverso il fiscal drag”.

Per questo, la richiesta è chiara: “Serve una vera riforma fiscale, ridurre la tassazione su chi lavora e sui pensionati e aumentarla su rendite finanziarie, immobiliari e profitti”. Un intervento necessario anche per rilanciare il potere d’acquisto: “Bisognerebbe che le persone avessero la sanità pubblica, trasporti che funzionano, scuole e asili: anche questo è reddito”.

Landini ha poi sollecitato maggiori risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, evidenziando come “anche i lavoratori pubblici hanno visto ridursi il loro potere d’acquisto”.

Forte preoccupazione è stata espressa anche per il contesto economico internazionale: “L’inflazione è già ripartita, i prezzi sono aumentati e c’è il rischio di una recessione”. In questo scenario, “la politica energetica è un punto fondamentale” e i ritardi sugli investimenti nelle rinnovabili “oggi ci stanno tornando contro”.

Infine, un passaggio sul quadro globale: “Il modello di capitalismo che in nome del profitto ha sdoganato la guerra e pensa di affermare il diritto attraverso la forza è inconciliabile con la democrazia”.