Sono anni, ormai, che migliaia di rider lavorano senza tutele adeguate, retribuiti a consegna, sottopagati e sottoposti al controllo degli algoritmi. Una condizione di precarietà e sfruttamento che NIdiL Cgil denuncia da tempo nelle piazze e nelle aule di giustizia.

L'indagine della Procura della Repubblica di Milano su Glovo e Deliveroo ha confermato la gravità di quel sistema, facendo emergere situazioni di sfruttamento che riguardano lavoratori spesso in condizioni di bisogno. Oggi si apre una fase nuova, che può diventare un'opportunità concreta per cambiare il modello organizzativo del settore, aumentare i salari e garantire diritti effettivi. Tutto questo è stato possibile perché nel nostro Paese esiste una magistratura autonoma e indipendente, capace di intervenire quando le regole vengono violate. Difendere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura significa anche difendere i lavoratori più fragili e la possibilità stessa di contrastare lo sfruttamento.

Anche per queste ragioni la Cgil invita a votare NO al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.