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Nani Tedeschi

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Nani Tedeschi (Cadelbosco di Sopra, Reggio Emilia, 1938 – Reggio Emilia, 2017)

Compie gli studi in Medicina a Parma, dove risiede e coltiva la passione per il disegno. Nel 1962 è introdotto all’arte incisoria da Walter Parresi, che a Urbino gli mostra le tecniche e i segreti della grafica. Nel 1965 si trasferisce in Sardegna e vi esercita la professione di medico. Colpito dai colori e dalla luce del Mediterraneo, espone per la prima volta nel 1966, presso la Galleria 23 di Sassari.

Rientrato in Emilia, nel 1972 partecipa alla XXXVI Biennale di Venezia. Da quel momento comincia un’intensa attività di illustratore, sia di testi letterari (Il Signore delle Mosche, 1968; L’Eneide, 1971; L’Orlando Furioso, 1969), sia di quotidiani («Il Corriere della Sera», «Il Giornale», «Il Sole 24 Ore»). A partire dagli anni Ottanta si interessa alla scultura e alle arti applicate, lavorando la ceramica e il vetro. Il suo mondo immaginario è fatto di animali fantastici, atmosfere surreali. La sua ricerca sembra legata ad un certo gusto per la traccia scritta, indice di un amore vivo per la memoria e il sogno. Nel 2000 alcune sue opere sono selezionate per la mostra Reggio: cent’anni d’arte. Pittori e scultori del XX secolo.

(Chiara Caporilli)


La sera del fiume, 1993, tecnica mista su tavola, 117×78 cm
(Foto: Alessandra Pedonesi e Aldo Cimaglia)

Ritratto di Giuseppe Di Vittorio, 2002, china, collage e acquerello su carta, 70×50 cm
(Foto: Giuseppe Schiavinotto)

Ritratto di Giuseppe Di Vittorio con bandiere rosse, 2002, matita, collage e pastelli su carta, 100×70 cm
(Foto: Giuseppe Schiavinotto)

Ritratto di Fernando Santi, 2002, china e collage su carta, 70×50 cm
(Foto: Giuseppe Schiavinotto)

Fernando Santi con cappello, 2002, matita, collage e acquerello su carta, 70×50 cm
(Foto: Giuseppe Schiavinotto)

Ritratto di Fernando Santi (con cravatta rossa), 2002, pastello e collage su carta, 70×50 cm
(Foto: Giuseppe Schiavinotto)

Canto d’amore omaggio a De Chirico, 2009, tecnica mista su tavola, 70×100 cm

Omaggio a Telemaco Signorini, 2009, tecnica mista su tavola, 70×100 cm