Maurizio Landini rilancia il tema del salario minimo legale come strumento compatibile con la contrattazione collettiva e chiede di accelerare il confronto con le parti datoriali per arrivare a un aumento reale delle retribuzioni e alla cancellazione dei contratti pirata.

Intervenendo all’approfondimento economico di Sky Tg24 “Live in Roma”, ospitato al Teatro di Villa Torlonia, il segretario generale della Cgil ha sottolineato come l’Italia continui ad avere salari più bassi rispetto ad altri Paesi europei, citando il modello tedesco: “La Germania ha i contratti nazionali e ha per legge un salario minimo di 13 euro e mezzo, che sta portando verso i 15 euro. Le due cose possono esistere assieme”.

Landini ha ribadito di non considerare il salario minimo un’alternativa alla contrattazione collettiva, ma uno strumento complementare, soprattutto in un sistema che deve rafforzare la rappresentanza e dare validità generale ai contratti, così da contrastare il fenomeno dei contratti pirata. “Dare validità erga omnes ai contratti significa attribuire loro un valore di legge che oggi manca”, ha spiegato.

“Siamo ben lontani dal risolvere i problemi sia sul piano dell’aumento salariale sia su quello della cancellazione dei contratti pirata” ha spiegato il leader della Cgil definendo poi una “invasione” la scelta del governo di intervenire sull’indennità di vacanza contrattuale durante le trattative in corso sui rinnovi. “Non gliel’ha chiesto nessuno di noi di fare quel provvedimento”, ha affermato, sostenendo che questioni come il salario orario minimo contrattuale, il salario complessivo e la rappresentanza debbano essere affrontate all’interno del confronto tra sindacati e controparti.

Per questo, ha concluso, la Cgil punta ad accelerare il dialogo con le organizzazioni datoriali “per rendere evidente che è possibile affrontare questo tema e aprire la strada a un aumento vero dei salari sul piano contrattuale”.

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