Joaquin Vaquero Turcios (Madrid, 1933 - Santander, 2010)

Nel 1950 si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma. Qui si interessa alla pittura, alla scultura e all’incisione. Sperimenta anche le tecniche dell’affresco, del murales e del mosaico, che gli consentiranno più tardi di ricevere molte commissioni per opere pubbliche (presso l’Università di Cordoba nel 1956, per il Padiglione spagnolo alla Fiera di New York nel 1964, per la decorazione esterna dell’aeroporto di Palma di Maiorca nel 1967 e dell’edificio Fenix a Madrid nel 1970).

Nel 1952 ottiene un riconoscimento a Roma per il «Premio Enit». Due anni più tardi realizza la prima personale presso la Galleria Giardino di Lugano. Come allestitore, cura il Padiglione spagnolo per l’Esposizione di Bruxelles del 1958. L’anno successivo si reca come borsista negli Stati Uniti. Alcune sue opere sono selezionate per la Biennale di Venezia nelle edizioni degli anni Sessanta. Nel 1963 è premiato alla III Biennale di Parigi e due anni dopo realizza due personali, presso il Museo Nacional Arte Contemporáneo di Madrid e presso l’Istituto Dante Alighieri di Roma. Nel 1967 ottiene riconoscimenti pubblici a Madrid come incisore.

Nel 1970 il Museo Español de Arte Moderno organizza una nuova retrospettiva e alla XIII Biennale di San Paolo gli viene dedicata un’intera sala. Nel 1996 è nominato Accademico della Real Academia de San Fernando. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Centro de Arte Reina Sofía, del Museo de Arte Moderno di Bilbao e del Museo d’Arte Moderna di Parigi.

(Chiara Caporilli)


La segunda Mesa, 1970, olio su tela, 97×130,5 cm
(Foto: Alessandra Pedonesi e Aldo Cimaglia)