Emilia Xargay Pages (Sarriá de Ter, Gerona, Spagna, 1927 – L’Escala, Spagna, 2002)

Pittrice, scultrice, ceramista, frequenta per qualche tempo la Scuola di Belle Arti di Gerona e inizia a lavorare presso lo studio di Juan Orihuel, suo maestro. Nel 1946 realizza la prima personale presso la Biblioteca di Gerona. Nel 1950 comincia a frequentare il circuito del critico Angel Marsá e partecipa al «Ciclo Sperimentale di Arte Nuova» da lui avviato. Nel 1951 aderisce al collettivo «Indika», nato nella città di Gerona.

Nel 1955 è premiata alla III Biennale Hispanoamericana de Arte di Barcellona. In questi stessi anni ottiene i primi riconoscimenti pubblici come ceramista, ad esempio in occasione della mostra Les Chees D’Oure de Ceramique Moderne organizzata a Cannes. Dai primi anni Sessanta lavora più intensamente alle arti applicate; sperimenta lo smalto, anche su scala monumentale, realizzando alcuni murales. Ispirandosi all’opera di Julio Gonzalez, si dedica contemporaneamente alla scultura, ottenendo un importante riconoscimento nel 1970 al Salón Femenino di Barcellona. A partire dagli anni Ottanta comincia a lavorare con le tecniche della gliptica, scolpendo gioielli.

A metà degli anni Novanta è costretta a sospendere la sua ricerca a causa di una grave malattia. Nel 2000 le sue opere sono selezionate per la grande retrospettiva organizzata presso il Museo d’Art di Gerona intitolata Sota La Boira: Lletres, Arts i Música a la Girona del Primer Franquisme, 1939-1960. Possiedono suoi lavori il Museo di San Paolo del Brasile e il Museo de Arte Moderno di Barcellona.

(Chiara Caporilli)


Momia, 1971, acrilico su tela, 100×81 cm
(Foto: Giuseppe Schiavinotto)