Aldo Turchiaro (Celico, Cosenza, 1929)

Compie un primo viaggio a Roma nel 1947-48, e nel 1950 frequenta il Liceo Artistico della capitale. Conosce Renato Guttuso e inizia a frequentare assiduamente il suo studio. Negli stessi anni aderisce alle ricerche neorealiste. Nel 1954 realizza una prima personale a Cosenza presso il Circolo De Santis.

Nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale di Roma. Alla fine degli anni Cinquanta si interessa alla cultura esistenzialista, con una pittura più cupa, in cui le figure vengono ritagliate su sfondi indistinti in un abbassamento generale dei toni della tavolozza. Successivamente l’artista approfondisce le tematiche legate al conflitto tra natura e società, istinto e cultura, arte e tecnologia, avvicinandosi alla lezione di Legér.

Nel 1965 partecipa alla IX Quadriennale romana e nel 1972 alla Biennale di Venezia. Nel 1973 è vincitore del «Premio Fiorino» di Firenze. Nel 1978 gli viene riservata una sala personale alla Biennale di Venezia. Nei primi anni Ottanta si fa strada una poetica fantastica in cui gli animali sono simboli dell’immaginario personale dell’artista, che aspira a una pacificazione fra società contemporanea e natura istintuale. Le sue opere appartengono alle collezioni della Raccolta d’arte moderna di Palazzo Braschi di Roma e della Raccolta del Premio Fiorino presso Palazzo Pitti, a Firenze.

(Chiara Caporilli)


Bozzetto per il manifesto del X Congresso Nazionale della Cgil, 1980, matita e acquerello su carta incollata su cartone, 77,7×69,8 cm

Delfino: la ragione del gioco, 1992, olio su tela, 120×140 cm
(Foto: Alessandra Pedonesi e Aldo Cimaglia)