Roma, 28 marzo – “Siamo in piazza innanzitutto contro la guerra, contro la logica e la cultura della guerra, perché tutti i nostri problemi oggi vengono da lì”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, partecipando alla manifestazione “No Kings” a Roma, promossa in Italia da oltre 700 realtà tra movimenti democratici, pacifisti, antirazzisti, ambientalisti e studenteschi, contro le guerre e le derive autoritarie.
Per il leader della Cgil, il conflitto non produce solo instabilità internazionale, ma incide direttamente sulle condizioni sociali ed economiche: “Da lì vengono problemi che si chiamano salario, rischio della democrazia, logiche autoritarie che rischiano di venire avanti”. Da qui, sottolinea, emerge “una grande domanda di pace” e la necessità di “rimettere al centro i bisogni delle persone”.
Landini collega il senso della mobilitazione anche all’esito del recente voto referendario: “La risposta che c’è stata parla a tutto il Paese e rende evidente come la maggioranza continui a vedere nei valori della Costituzione, a partire dal ripudio della guerra, un punto fondamentale per vivere in democrazia”.
Un segnale che indica anche la richiesta di un cambio di rotta: “C’è una volontà di cambiamento delle politiche economiche e sociali che in questi anni sono state fatte”. In questo quadro, decisivo è il ruolo delle nuove generazioni: “C’è una partecipazione di voto giovanile molto importante. I giovani stanno dicendo no alla precarietà, no alla guerra e pongono il tema della difesa della democrazia”.
Secondo Landini, il nodo centrale è il modello di sviluppo: “Mettono al centro il profitto e il mercato, mentre noi chiediamo che al centro ci sia la persona, la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e una lotta vera per l’uguaglianza”.
La mobilitazione, conclude, ha una portata che va oltre i confini nazionali: “Non è una cosa che avviene solo in Italia, si sta allargando nel mondo. La logica della guerra mette paura e incertezza. Per difendere la democrazia c’è solo una strada: praticarla”.








