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La campagna referendaria entra negli ultimi giorni decisivi e anche all’estero il voto è già iniziato. I plichi elettorali sono stati inviati ai cittadini italiani residenti fuori dal Paese e molti connazionali stanno già esprimendo la propria scelta per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026.
In questo contesto, è importante che il Ministero e la rete diplomatica – ambasciate e consolati – “Comitati degli Italiani all’Estero garantiscano la piena partecipazione al voto delle italiane e degli italiani all’estero” e “rendano l’informazione il più possibile chiara e fruibile per i connazionali iscritti all’AIRE. I plichi elettorali, infatti, dovranno arrivare entro il 19 marzo presso i consolati di riferimento”, “si ricorda per chi non ha ancora ricevuto il plico di prendere contatti con i consolati per eventuale duplicato”.
Allo stesso tempo, però, il Comitato per il NO segnala alcune presunte irregolarità nella comunicazione istituzionale. In particolare, viene richiamato il caso del materiale informativo diffuso dal COMITES di Rosario, in Argentina, “problema emerso anche durante l’assemblea del comitato per il NO del 4 marzo”, nel quale sarebbe stato inserito un fac-simile di scheda elettorale con l’indicazione dell’opzione “SÌ”, presentata come esempio.
Secondo il Comitato per il No, si tratta di un comportamento grave perché un organismo istituzionale dovrebbe limitarsi a spiegare come votare, senza fornire indicazioni che possano essere interpretate come una preferenza di voto.


Per questo motivo la vicenda è stata formalmente segnalata agli organi competenti. Il Comitato invita i livelli istituzionali ad astenersi da qualsiasi indicazione di preferenza e a collaborare esclusivamente per garantire la massima partecipazione e il pieno esercizio del diritto di voto da parte delle cittadine e dei cittadini italiani residenti all’estero.
“Facciamo un appello affinché si eserciti il diritto costituzionale del voto”.






