Al vertice Labour 7 (L7) di Parigi, i sindacati dei Paesi del G7 hanno lanciato un appello ai governi affinché diritti dei lavoratori, salari dignitosi e contrattazione collettiva diventino elementi centrali delle politiche commerciali internazionali.

Nel comunicato presentato ai ministri del Commercio del G7, l’L7 denuncia il crescente aumento delle disuguaglianze globali e mette in guardia dal rischio di una “corsa al ribasso” su salari e condizioni di lavoro. Il summit, articolato in cinque sessioni dedicate a lavoro dignitoso, disuguaglianze, cambiamenti geopolitici, transizione giusta e commercio, ha rappresentato un momento di confronto tra ministri, rappresentanti sindacali e istituzioni europee e internazionali, a cui ha partecipato anche la CGIL.

La dichiarazione finale dell’L7, intitolata “Affrontare gli squilibri globali attraverso la giustizia sociale”, chiede ai Capi di Stato e di Governo del G7, attesi a Evian dal 15 al 17 giugno, di intervenire sulle profonde disuguaglianze di reddito, ricchezza e potere che caratterizzano l’attuale scenario internazionale.

Nel documento, i sindacati sottolineano che la promozione del lavoro dignitoso e il contrasto alle disuguaglianze devono diventare priorità politiche globali.

Parallelamente, i gruppi di impegno ufficiali del G7 – Civil7, Pride7, Labour7 e Women7 – hanno approvato una dichiarazione congiunta in vista della riunione dei ministri dello Sviluppo del G7 del 29 e 30 aprile e del vertice di Evian. Le organizzazioni denunciano un contesto segnato dal calo del 23% dell’aiuto pubblico allo sviluppo, a fronte dell’aumento delle spese militari e di una crescente riduzione dell’impegno degli Stati sulle responsabilità sociali e internazionali.