Roma, 10 febbraio - "Oltre 200 lavoratori e lavoratrici italiani dei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, del commercio e dei trasporti hanno manifestato oggi davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, insieme a colleghi e sindacati provenienti da tutti i Paesi europei, per sostenere la necessità di una direttiva europea che limiti il ricorso ai contratti di subappalto per l’esecuzione di opere e servizi". Lo afferma la Cgil nazionale.

“In tutta Europa, la mancanza di una seria regolamentazione dell’utilizzo del subappalto ha contribuito - sottolinea la Confederazione - alla diffusione anomala di meccanismi di dumping contrattuale e sociale, di sfruttamento e di carenze in materia di sicurezza per chi lavora alla fine della catena”.

“Per questo - prosegue la Cgil - riteniamo, insieme alle altre Confederazioni italiane, urgente, in Europa come in Italia, una nuova regolamentazione che limiti il subappalto a uno o due livelli per esigenze specialistiche, che preveda la piena responsabilità dei committenti e degli appaltatori principali e che garantisca la completa applicazione dei contratti collettivi strettamente connessi al settore, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, nonché trasparenza e controlli efficaci sulle condizioni di lavoro e sulla congruità”.

Secondo la Cgil “troppo spesso le catene dei subappalti non rispondono a reali esigenze specialistiche, ma al mero obiettivo di scaricare responsabilità e sfruttare i lavoratori più deboli sul mercato del lavoro, a scapito anche della corretta concorrenza tra imprese. Lo dimostrano anche le numerose stragi sul lavoro avvenute negli ultimi anni, in Italia, proprio in regime di subappalto”.

“Nei prossimi giorni il Parlamento europeo voterà una risoluzione sulla necessità di regolamentare i subappalti, anche nel settore privato, attraverso una specifica direttiva. Per la Cgil la proposta va nella giusta direzione: è necessaria per favorire la crescita del mercato unico fondata sui diritti e sulla qualità del lavoro e per promuovere una concorrenza corretta. Per questo - conclude la Cgil - insieme a Cisl e Uil, nei giorni scorsi abbiamo scritto a tutti gli europarlamentari eletti in Italia per chiedere un voto favorevole alla risoluzione all’esame dell’Europarlamento”.

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