Il 27 marzo 2026, si è tenuta a Sofia la conferenza finale del progetto europeo TransFormWork 2, organizzata dall’organizzazione promotrice del progetto, la Confederazione dei Sindacati Indipendenti della Bulgaria CITUB. L'evento ha riunito rappresentanti istituzionali e partner sociali europei e nazionali per discutere l'impatto dell'intelligenza artificiale e della gestione algoritmica sul mondo del lavoro (qui il programma dell’evento).

L'incontro ha messo in luce il modo in cui la digitalizzazione non sia un processo da subire passivamente, ma un cambiamento già in atto, da governare attraverso un dialogo sociale partecipato e strutturato. Il cuore della discussione ha riguardato la necessità di bilanciare l'efficienza tecnologica con la tutela dei diritti fondamentali, come la riservatezza dei dati, la salute psicosociale e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il messaggio finale è stato univoco: l'impatto della tecnologia dipende dalle azioni congiunte delle parti sociali. Il progetto TransFormWork 2 ha contribuito a porre le basi per garantire che l'IA lavori per le persone, supportando una transizione equa verso il lavoro del futuro.

Nel corso del progetto la Fondazione Di Vittorio e la Cgil hanno contribuito attivamente allo sviluppo di un'analisi dettagliata nazionale e comparata tra i 7 paesi partner dell’azione progettuale, che ha coinvolto cinque settori produttivi e sociali fondamentali. La ricerca ha evidenziato i seguenti risultati:

Sanità. L'introduzione di sistemi di IA nella diagnostica e nella gestione dei dati dei pazienti sta trasformando il lavoro del personale medico e infermieristico. C’è il rischio di un aumento del carico di lavoro cognitivo ed è assolutamente rilevato come necessario che le decisioni cliniche finali restino sempre in mano umana, evitando che la "gestione algoritmica" sostituisca l'intuito e l'esperienza del professionista.

Istruzione. Nel settore educativo, la sfida principale emersa riguarda la personalizzazione della didattica, che non deve però tradursi in un isolamento del docente o in un monitoraggio eccessivo delle prestazioni degli insegnanti tramite algoritmi, preservando l'autonomia didattica e il valore della relazione pedagogica.

Servizi Finanziari. È il settore dove l’introduzione e l’utilizzo dell'IA è più avanzato. L'analisi ha mostrato una forte automazione dei processi di valutazione del rischio e del servizio clienti. Qui la ricerca ha evidenziato la necessità critica della riqualificazione: i lavoratori devono essere formati per gestire e supervisionare questi sistemi, piuttosto che esserne semplicemente affiancati o, addirittura, sostituiti, garantendo che l'IA non diventi una scatola nera impenetrabile per chi ci lavora.

Produzione Industriale. In ambito manifatturiero, lo studio si è concentrato sulla manutenzione predittiva e sulla robotica collaborativa. Il focus italiano è stato sulla salute e sicurezza: l'IA può ridurre gli infortuni prevedendo guasti ai macchinari, ma può anche generare nuovi rischi psicosociali legati ai ritmi di lavoro imposti dalle macchine, che devono essere oggetto di contrattazione collettiva.

Media. Nel settore dell'informazione e della comunicazione, la ricerca ha analizzato come l'IA generativa stia cambiando la creazione di contenuti. La preoccupazione principale sollevata riguarda la tutela del diritto d'autore, la qualità dell'informazione e il rischio di precarizzazione del lavoro giornalistico e creativo, ribadendo la necessità di standard etici concordati e rigorosi.

L’intero lavoro di analisi ha sottolineato l'importanza del principio del "controllo umano", ovvero l'idea che l'IA debba essere uno strumento di supporto sotto la costante supervisione umana. Questo approccio, condiviso anche dalle istituzioni e dalle parti sociali europee, vuole evitare la deumanizzazione del posto di lavoro, promuovendo al contempo programmi di riqualificazione professionale che permettano ai lavoratori di adattarsi alle nuove mansioni senza il rischio di esclusione sociale. A questo scopo sono state elaborate linee guida per la gestione e il monitoraggio dei sistemi di AI nei luoghi di lavoro rivolte a rappresentanti dei lavoratori e delle imprese.

In sintesi, il lavoro svolto per TransFormWork 2 dimostra che la sfida non è tecnologica, ma politica e contrattuale. Il dialogo sociale deve entrare dentro l'algoritmo, permettendo ai lavoratori di partecipare all’introduzione, alla gestione e al monitoraggio dei sistemi digitali per garantire che la tecnologia serva a migliorare la qualità del lavoro e non solo a massimizzare la produttività.

→ Di seguito la ricerca completa e le linee guida.


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