Giovedì 12 febbraio l’Europarlamento, in seduta plenaria, ha approvato la risoluzione sugli effetti negativi dell’eccessivo ricorso ai subappalti e alle agenzie intermediarie di manodopera nell’Unione europea (58% di voti favorevoli e 36% contrari).

Si tratta di un importante risultato che stabilisce un punto di partenza, a livello istituzionale europeo, per riformare, da parte della Commissione, la normativa in materia di appalti e subappalti.

In particolare, la relazione mette in evidenza gli effetti negativi delle catene di subappalto su salute e sicurezza e “si appella alla Commissione per porre fine alle pratiche di subappalto illecite e tutelare i diritti dei lavoratori, rafforzare la trasparenza e la responsabilità lungo l'intera catena di approvvigionamento” in quanto “catene di subappalto lunghe e complesse possono tuttavia falsare la concorrenza leale, oscurare la responsabilità, minare i diritti dei lavoratori e accrescere i rischi connessi alle frodi, allo sfruttamento della manodopera, alle infiltrazioni criminali e alla salute e sicurezza dei lavoratori”.

Nel documento si chiede alla Commissione di:

  • rafforzare l’informazione aziendale in quanto “i rappresentanti dei lavoratori devono essere informati e consultati in merito alle decisioni che possono comportare cambiamenti sostanziali nell'organizzazione del lavoro o nei rapporti contrattuali”;
  • promuovere il lavoro diretto da parte della Commissione nel suo imminente atto legislativo sui posti di lavoro di qualità;
  • che le norme “in materia di appalti pubblici incoraggino le imprese a disporre di personale interno sufficiente per attuare i progetti per i quali sono stati aggiudicati gli appalti pubblici”;
  • rafforzare la responsabilità in solido “per garantire che il contraente principale si assuma la responsabilità generale dei servizi forniti all'interno dell'intera catena di subappalto”.

Dobbiamo però sottolineare che nella fase di voto sono passati alcuni emendamenti (con il voto congiunto dei gruppi ECR, PFE e buona parte del PPE) che hanno parzialmente depotenziato la proposta iniziale di Relazione (come approvata nella commissione EMPL) a causa delle forti pressioni delle associazioni datoriali.

Come ha sottolineato la stessa segretaria generale Etuc - Esther Lynch - si tratta di un risultato positivo che deve rappresentare l’inizio della fine degli abusi e frodi nelle catene dei subappalti.

Il tema delle catene dei subappalti è stato portato al centro del dibattito istituzionale a livello europeo grazie alle importanti campagne e vertenze sindacali, di questi ultimi anni, in Italia come in tutta Europa. Sicuramente determinante per la votazione di ieri è stato anche l’ultimo presidio che abbiamo svolto il 10 febbraio davanti all’Europarlamento a Strasburgo cui la Cgil ha partecipato con una importante delegazione e per la quale ringraziamo le Federazioni e le strutture che hanno partecipato.

Dobbiamo ora dare continuità e forza a questo percorso, che come detto, vede una fortissima resistenza da parte datoriale, che è condizione necessaria per riportare al centro il lavoro di qualità in Europa e in Italia.

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