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Roma, 22 gennaio - “È un gravissimo arretramento quello proposto da Giulia Bongiorno in materia di stupro”, dichiara la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione.
“Il consenso, sul quale Meloni e Schlein avevano trovato un accordo a novembre, è un concetto già ripreso dalle convenzioni internazionali e dalla nostra giurisprudenza - ricorda la dirigente sindacale - con sentenze della Corte di Cassazione che parlano di ‘consenso libero e attuale’. Non solo un concetto giuridico, ma anche culturale - aggiunge - che dovrebbe far parte di quella educazione all’affettività di cui c’è tanto bisogno e di cui il Governo non vuol sentir parlare, preferendo sempre e solo la strada dell’inasprimento delle pene di fronte a vite ormai distrutte”.
“Se l’Esecutivo proseguirà sul concetto dell’azione contraria alla volontà della vittima, come Cgil preferiamo non avere la legge e continuare ad affidarci al diritto internazionale e agli orientamenti della giurisprudenza - conclude Ghiglione - evitando così un salto indietro pesante, che si spiega solo con la misoginia della Lega di cui Bongiorno fa parte”.






