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Roma, 2 luglio - “Le dimissioni dei sedici componenti delle opposizioni dalla Commissione di Vigilanza Rai ci restituiscono la gravità della situazione in cui versa il servizio pubblico radiotelevisivo del Paese. È la prima volta dall’istituzione della Vigilanza Rai che si registra un evento simile, dopo mesi di ostruzionismo della maggioranza che ha di fatto paralizzato l’attività dell’organo parlamentare che dovrebbe garantire il pluralismo dell’informazione e l’equilibrio dei contenuti del servizio pubblico”. È quanto dichiarano in una nota congiunta Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Riccardo Saccone, segretario generale di Slc Cgil.
“È una ferita grave che si aggiunge alla totale inadempienza dell’Italia agli obblighi sanciti dall’European Media Freedom Act in vigore dall’8 agosto del 2025”, sottolineano i dirigenti sindacali. “Sono mesi che denunciamo lo stato della Rai che, giova ricordarlo, non solo dovrebbe essere il baricentro di un sistema informativo equilibrato e pluralista, ma è anche un’azienda che impiega circa 11000 lavoratrici e lavoratori diretti più l’indotto, e che ormai non passa giorno che registri arretramenti preoccupanti”.
“Con le dimissioni di oggi – continuano Landini e Saccone – crediamo si sia passato il limite di guardia. Urge una mobilitazione a difesa del pluralismo e, più in generale, del servizio pubblico radiotelevisivo prima che venga trasformato in ‘televisione di Stato’ con poco a che fare con la tradizione europea delle televisioni pubbliche, che hanno un valore costituzionale in quanto garanti del valore del pluralismo e della democrazia”.






