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Roma, 20 gennaio – “La delibera della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano nazionale di interventi infrastrutturali per la sicurezza del sistema idrico, pubblicata oggi, rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme che non può essere ignorato. Ritardi accumulati, lievitazione dei costi e gravi carenze nei sistemi di controllo mettono a rischio non solo la realizzazione delle opere, ma la sicurezza delle risorse idriche nazionali e la capacità del Paese di affrontare emergenze sempre più frequenti come la crisi idrica. Il Ministero si assuma le proprie responsabilità e cambi rotta”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Gino Giove.
Il dirigente sindacale sottolinea che “su nove progetti esaminati, ben sei presentano criticità rilevanti: procedure bloccate o rallentate, extracosti ingiustificati e strumenti di monitoraggio del tutto inadeguati. Un quadro preoccupante che certifica l’incapacità di garantire tempi certi e interventi incisivi su opere strategiche per i territori”.
“La Corte dei Conti richiama esplicitamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a rafforzare i meccanismi di controllo, introdurre indicatori di avanzamento realmente efficaci e non esclude la necessità di revocare i finanziamenti o attivare poteri sostitutivi in caso di inadempienze. Un richiamo istituzionale pesantissimo – aggiunge Giove – che evidenzia responsabilità politiche precise”.
“La messa in sicurezza del sistema idrico, la prevenzione delle crisi ambientali e la tutela dei territori e delle comunità non sono slogan, ma priorità reali del Paese. Sono queste – conclude il segretario confederale della Cgil – le urgenze di cui il Ministro deve occuparsi: servono decisioni immediate, atti concreti e un cambio di passo radicale per sbloccare i cantieri, garantire la realizzazione delle opere e tutelare un bene pubblico essenziale come l’acqua”.






