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Roma, 28 gennaio – “Un’occasione persa: con dispiacere registriamo la mancata volontà della maggioranza dei componenti del Cnel di affrontare i reali problemi del lavoro pubblico, più volte evidenziati dalle categorie Fp Cgil e Flc Cgil, prime organizzazioni sindacali dei comparti pubblici. Per queste ragioni non abbiamo ritenuto possibile votare la relazione annuale ‘Contrattazione collettiva e lavoro pubblico’, approvata oggi dall’Assemblea del Cnel”. Lo afferma, in una nota, la delegazione della Cgil al Cnel.
“In particolare - si sottolinea - i rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, con la definizione sempre più crescente per legge di risorse e istituti, stanno mortificando la contrattazione collettiva sia sugli aspetti normativi sia su quelli economici. Questo riduce il ruolo e le funzioni delle parti sociali e irrigidisce un modello che sempre meno assicura salari adeguati all’aumento del costo della vita e una reale valorizzazione delle professionalità e delle specificità dei diversi settori della pubblica amministrazione, della sanità, della formazione e della ricerca”.
Per la delegazione della Cgil al Cnel: “Non essere riusciti a scrivere nemmeno quattro righe in cui si evidenziasse in modo chiaro che gli ultimi aumenti salariali, pari a meno del 6% rispetto ad un’inflazione superiore al 17%, rappresentano un problema che pone a tutti, a partire dal Governo, l’esigenza di aumentare le risorse previste e già determinate fino al 2030, la dice lunga sul valore dello stesso rapporto”.
“Per queste ragioni, come Cgil, pur apprezzando alcuni miglioramenti rispetto al testo, abbiamo preso atto anche e soprattutto delle parti cancellate per non urtare le sensibilità, varie, entrando per di più in valutazioni contraddittorie rispetto a quanto necessario per rendere sempre più attrattivo il lavoro pubblico”. “Per questi e altri motivi abbiamo ritenuto non possibile votare la relazione del Cnel sulla contrattazione collettiva pubblica che se ha registrato il consenso di molti consiglieri di parti datoriali private, di professioni e ordini vari, non ha registrato la condivisione delle prime organizzazioni sindacali dei comparti pubblici e del sistema scolastico e formativo”, conclude la delegazione della Cgil al Cnel.






