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Roma, 18 febbraio - “La volontà del Governo è quella di aggirare la sentenza della Corte costituzionale, che ha pesantemente sanzionato la legge Calderoli, e di ignorare la mobilitazione della società civile che ha raccolto oltre un milione di firme per sottoporla a referendum abrogativo”. Così il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, interviene in merito al Consiglio dei Ministri che oggi pomeriggio dovrebbe formalizzare le intese con quattro Regioni del Nord per il riconoscimento dell’autonomia differenziata su materie di grande rilevanza.
“Se l’Esecutivo andrà avanti su questa strada - sottolinea Ferrari – aggraverà ulteriormente i divari territoriali e le diseguaglianze sociali, mettendo così a rischio la coesione del Paese. Una scelta non solo contro il Mezzogiorno (da cui, come confermava Svimez appena ieri, tra il 2002 e il 2024 quasi 350mila laureati hanno lasciato il Mezzogiorno in direzione del Centro Nord), ma che danneggia tutta l’Italia”.
Per Ferrari: “siamo di fronte alla conferma di un disegno complessivo di sovvertimento della nostra Costituzione con il quale le forze di maggioranza puntano ad archiviare: l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, attraverso la legge Nordio; la centralità del Parlamento e il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, attraverso il premierato; l’unità nazionale, attraverso l’attuazione dell’autonomia differenziata”.
“Un disegno contro cui - conclude il segretario confederale - continueremo a batterci con tutti gli strumenti democratici a disposizione, a partire dal sostegno al No nel prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo”.






