Roma, 6 marzo - “Positiva la pubblicazione del decreto sugli Indicatori Sintetici di Affidabilità Contributiva (Isac), con l’avvio del nuovo strumento e l’invio delle prime comunicazioni alle imprese dei settori della vendita alimentare all’ingrosso e alberghiero-ricettivo, a condizione che sia davvero efficace nel far emergere il lavoro nero e l’evasione contributiva, tutelando le imprese corrette dalla concorrenza sleale”. Così dichiarano Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil, e Alessandro Genovesi, della Cgil nazionale, in relazione al decreto sottoscritto il 27 febbraio e pubblicato il 4 marzo sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

“Gli indicatori ed i modelli di analisi - sottolineano i due dirigenti sindacali - sono frutto di un lavoro condiviso con le parti sociali, ma critichiamo il fatto che il decreto escluda dai controlli le imprese considerate “affidabili”, e non preveda con chiarezza verifiche automatiche per quelle che presentano scostamenti significativi tra dati economici e lavoratori dichiarati”. Come spiegano i due dirigenti sindacali: “Le imprese considerate affidabili non saranno oggetto di verifiche amministrative e ispettive, salvo segnalazioni o controlli in materia di salute e sicurezza. Nulla è invece previsto nel caso in cui un’azienda, dopo aver ricevuto una comunicazione di possibile scostamento significativo nel numero di lavoratori occupati - e quindi di possibile presenza di lavoro nero o sotto-dichiarato - non interloquisca con l’Inps per giustificare tale scostamento”.

Per Gabrielli e Genovesi: “Siamo di fronte ad una contraddizione evidente, soprattutto se pensiamo che l’Inps, che conosce possibili situazioni di irregolarità tanto da inviare una lettera alla singola azienda, è poi lo stesso soggetto che insieme all’Inail rilascia il Documento Unico di Regolarità Contributiva per quella stessa impresa. Il contrasto al lavoro nero e all’evasione contributiva non è solo una questione di legalità e di concorrenza tra imprese. È anche una questione di tutela dei lavoratori e di sostenibilità del sistema previdenziale: ogni lavoratore irregolare o sotto-dichiarato significa meno contributi versati all’Inps, meno diritti per chi lavora e meno risorse per garantire pensioni adeguate oggi e in futuro”.

“Per queste ragioni - conclude la Cgil - sia nei primi due settori individuati sia nei successivi sei a cui gli Isac saranno estesi entro agosto, ci attiveremo in tutte le sedi affinché le aziende con scostamenti rispetto agli Indicatori siano comunque sottoposte a verifica. Inoltre, sosteniamo che gli Isac possano essere utilizzati, insieme ad altri indicatori, anche per riconoscere alle imprese realmente affidabili titoli concessori nazionali e locali, contributi e incentivi”.