15 maggio – Un lavoratore licenziato a quattro mesi dalla pensione, uno dei tredici che i cantieri navali dello Stretto, società del noto gruppo imprenditoriale messinese Caronte&Tourist, hanno licenziato per motivi non chiari, non comprensibili ed inaccettabili. Oggi a Messina è stata forte la protesta di lavoratori e sindacato con lo sciopero indetto dalla Fiom e la reazione dei lavoratori. Adesione totale e un presidio spontaneo davanti ai cancelli dell’azienda. “Licenziamenti ingiustificati, serve responsabilità sociale da parte di un’azienda che continua ad avere tanto dalla città”, ha denunciato il segretario della Fiom di Messina Daniele David.

“Esprimiamo solidarietà nei confronti dei 13 operai del cantiere navale di Messina licenziati dalla Caronte&Tourist. È inaccettabile che la società, potente colosso del settore, decida di mandare a casa i propri addetti mentre annuncia ingenti investimenti in Turchia. Chiediamo al Governo regionale di intervenire: questo territorio e questo settore hanno bisogno di investimenti e occupazione stabile. Occorre ricordarlo anche al Governo nazionale, che chiama in causa Messina solo per decantare i presunti benefici che deriverebbero dalla costruzione di un'opera inutile e dannosa come il Ponte, ma evidentemente non conosce i tratti della grave crisi sociale e occupazionale che vive la città”, così Michele Azzola, responsabile Area delle Politiche Industriali e delle Reti della Cgil nazionale.

Accanto ai lavoratori il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti: “Dalla più grande realtà cittadina quello che ci aspettiamo sono investimenti, tutela dell’occupazione, un confronto con il sindacato. Non certo un provvedimento che va contro il lavoro e inasprisce un clima lavorativo in un contesto, quello della cantieristica navale, che come più volte abbiamo detto in questi mesi, anche con iniziative in piazza, va rilanciato. Un rilancio che chiediamo contro la desertificazione produttiva del territorio, anche attraverso un tavolo tecnico regionale. E un rilancio che deve necessariamente passare dalla difesa dei posti di lavoro, da condizioni salariali e contrattuali più dignitose”.

La solidarietà è arrivata anche da altre categorie e da lavoratori di altre aziende del territorio. Con la Fiom e gli operai dei cantieri navali, esponenti e delegati di Fillea, Filt, Nidil, la Rsu Fincantieri Palermo e il coordinatore regionale della cantieristica navale della Fiom Serafino Biondo.

Dopo la protesta di oggi, Cgil e Fiom Messina attendono un cambio di passo da parte della società oltre che un intervento da parte delle istituzioni.