Roma, 21 maggio - “La Cgil condanna fortemente le azioni illegali che ha commesso il governo di Israele, fermando illegalmente le attiviste e gli attivisti della Global Sumud Flottilla durante la missione umanitaria per fermare il blocco navale illegale a Gaza, e si unisce allo sdegno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, facendo sue le parole di condanna per le indegne azioni del Ministro Ben Gvir nei confronti delle attiviste e degli attivisti della Flotilla da parte delle forze militari israeliane”. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aggiungendo che: “La Confederazione europea dei sindacati ieri ha approvato un ordine del giorno per chiedere l’immediata liberazione degli ostaggi sequestrati illegalmente in acque internazionali, fra i quali ci sono anche dirigenti del sindacato turco e militanti sindacali di molti Paesi”.

Inoltre, prosegue Landini, “chiediamo al governo italiano ancora una volta e con urgenza non solo di condannare con le parole, ma di agire con immediatezza: interrompere i rapporti e accordi commerciali italiani ed europei con Israele, isolare il governo Natanyahu che ormai ha una chiara deriva neofascista, chiedere l’immediata liberazione dei prigionieri palestinesi soggetti a violenza, torture, maltrattamenti, far arrivare gli aiuti umanitari e fermare il massacro che ancora continua a Gaza e riconoscere subito lo Stato di Palestina, come hanno già fatto molti altri Stati in Europa e nel mondo e come già accaduto all’Organizzazione internazionale del lavoro”.

“L’episodio di ieri non è isolato: è il segno di una strategia che usa forza militare, intelligence e pressione politica per colpire attivisti, missioni umanitarie e il sostegno internazionale alla Palestina. Saremo al presidio convocato a Roma in piazza Montecitorio oggi alle 19 e ai presidi convocati nelle altre città italiane per chiedere, ancora una volta, il rispetto del diritto internazionale e del multilateralismo: unica via possibile per la pace”, conclude il segretario generale della Cgil.