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Di seguito riportiamo il documento conclusivo e l’ordine del giorno approvati dall’Assemblea generale della Cgil, riunitasi oggi, 24 luglio, a Roma, presso il Centro Congressi Frentani.
DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLA CGIL
L’Assemblea generale della CGIL approva la relazione e le conclusioni del Segretario Generale e assume i contributi al dibattito delle compagne e dei compagni.
L’Assemblea generale condivide il documento di CGIL, CISL e UIL inviato il 17 giugno alle Associazioni datoriali del settore privato sulla base del quale avviare il negoziato al fine di realizzare un Accordo quadro su un modello contrattuale unitario, fondato su: trasparenza della rappresentanza, crescita dei salari, normative adeguate ai cambiamenti tecnologici in corso, contrasto al dumping contrattuale.
La Piattaforma risponde in pieno al mandato approvato dall’Assemblea Generale dello scorso 9 giugno:
- certificazione della rappresentanza sindacale attraverso la misurazione di iscritti e voti;
- due livelli contrattuali distinti, assegnando al CCNL la funzione di difendere il potere d’acquisto dall’inflazione e di aumentare il valore reale dei salari;
- una chiara distinzione, ai fini dell’individuazione del Trattamento Economico Complessivo (TEC), fra gli elementi della retribuzione (TEM) e gli altri elementi che compongono il TEC;
- introduzione della verifica annuale degli incrementi economici sui minimi rispetto all’andamento dell’IPCA-NEI, attraverso meccanismi contrattuali di adeguamento che operano anche in regime di ultrattività;
- interventi normativi legati alle trasformazioni tecnologiche, con particolare attenzione all’introduzione dell’intelligenza artificiale e alla Salute e Sicurezza, quali l’estensione del diritto alla formazione in orario di lavoro, dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, degli strumenti di informazione e consultazione preventiva delle lavoratrici e dei lavoratori.
Su questa base l’Assemblea dà mandato a proseguire il confronto in un unico tavolo con le 14 Associazioni datoriali, che hanno definito un accordo sui propri criteri di rappresentanza per l’individuazione dei CCNL di riferimento dei diversi settori e per la perimetrazione dei contratti.
L’Accordo quadro dovrà individuare regole generali e definite a cui faranno seguito specifici accordi nei diversi ambiti settoriali e di natura di impresa per cogliere le specificità necessarie.
L’obiettivo è di svolgere la trattativa entro il mese di settembre, prima dell’apertura dei tavoli per il rinnovo dei CCNL in scadenza.
L’eventuale accordo sarà sottoposto alla consultazione certificata delle iscritte e degli iscritti, aperta a tutte le lavoratrici e lavoratori, da preparare coinvolgendo fin da subito le delegate e i delegati, le lavoratrici e i lavoratori sui contenuti della piattaforma unitaria e della trattativa in corso con le controparti.
In coerenza con il documento unitario e con il confronto in atto, l’Assemblea generale impegna tutte le Categorie a considerare i contenuti della Piattaforma quali linee-guida nella costruzione delle piattaforme rivendicative e a rispettare la diversa natura giuridica delle imprese e i perimetri dei contratti in modo da non produrre sovrapposizioni.
L’Assemblea generale impegna tutta l’Organizzazione al massimo sforzo politico e organizzativo, dentro e fuori i luoghi di lavoro, nella fase conclusiva della raccolta delle firme per promuovere le leggi di iniziativa popolare su Sanità e Appalti. Allo stesso tempo va sostenuta la piattaforma per una nuova politica abitativa, che affianca questa campagna e completa il nucleo centrale della nostra iniziativa e della nostra azione contrattuale sulle politiche sociali.
I prossimi mesi ci devono vedere mobilitati su questi temi e sulle altre priorità fondamentali che incidono sulle condizioni materiali di vita e di lavoro delle persone che rappresentiamo, sulla difesa della nostra democrazia costituzionale, sulle prospettive economiche e sociali del Paese. A partire dal no al riarmo per promuovere, in un tempo in cui i conflitti si moltiplicano anziché risolversi, una “pace disarmata e disarmante”; e dalla difesa della nostra Costituzione democratica ed antifascista dal continuo attacco portato avanti da un governo che, dopo la sconfitta referendaria sulla legge Nordio, punta comunque a sovvertire i principi e gli equilibri costituzionali, ad imprimere una torsione autoritaria e a verticalizzare e concentrare il potere: con una modifica della legge elettorale a colpi di maggioranza che mira a sancire un premierato di fatto a Costituzione invariata, che prevede un premio di maggioranza abnorme, che viola il principio dell’eguaglianza del voto e che recide qualsiasi legame tra eletti, elettori e territori; con provvedimenti securitari che puntano a costruire una giustizia forte con i deboli e debole con i forti, che mettono in discussione diritti fondamentali a partire da quello all’asilo come avvenuto nell’attuazione del nuovo Patto europeo su Asilo e Migrazione rispetto al quale ribadiamo la nostra ferma contrarietà, che vorrebbero introdurre la presunzione di imputabilità dei minori con più di 14 anni; con i continui attacchi agli organi di garanzia: dalla magistratura allo stesso Presidente della Repubblica; con l’approvazione delle pre-intese sull’autonomia differenziata che aggirano la sentenza con cui la Corte costituzionale ha demolito la legge Calderoli; con le leggi liberticide che criminalizzano il dissenso e l’esercizio democratico del conflitto sociale e che limitano la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita politica e sociale.
A questo si aggiunge un’emergenza sociale e salariale sempre più acuta. I salari vanno alzati con tutti gli strumenti a disposizione, dalla contrattazione alla leva fiscale, anche attraverso una riforma fiscale che garantisca equità orizzontale, progressività, redistribuzione della ricchezza, contrasto deciso all’evasione e al lavoro nero, grigio e sommerso. Va sconfitta una precarietà lavorativa che, sempre più spesso, si trasforma in precarietà esistenziale e che spinge centomila ragazze e ragazzi ogni anno a lasciare l’Italia. Va difeso e rafforzato il potere d’acquisto di pensionate e pensionati e rilanciato un welfare che sta diventando sempre meno pubblico e universalistico. Vanno individuati interventi normativi, a partire dalla modifica del testo unico sulla sicurezza in materia di rischio termico, per evitare ulteriori gravi conseguenze che mettano a repentaglio la salute e la vita dei lavoratori a causa della grave crisi climatica che, oltre agli effetti dirompenti sul piano generale, sta impattando direttamente sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Infine, occorrono politiche industriali e dei servizi e una strategia di investimenti pubblici per fermare e invertire la deindustrializzazione in corso; per guidare la transizione digitale, energetica ed ecologica del nostro sistema produttivo; per tutelare e incrementare l’occupazione; per costruire una prospettiva di crescita solida e strutturale per tutto il Paese, a partire dal Mezzogiorno.
La pace, il lavoro, la democrazia, i diritti fondamentali alla salute, alla conoscenza, all’abitare, alla sicurezza sociale devono essere al centro della nostra azione politica e sindacale del prossimo autunno, per cambiare un modello di sviluppo ormai insostenibile sia dal punto di vista sociale che ambientale.
Su queste basi, l’Assemblea generale dà mandato alla segreteria nazionale di verificare, con la rete di associazioni della Via Maestra e con tutti i soggetti e i comitati costituiti in ogni territorio durante le campagne referendarie, la possibilità di condividere un percorso di mobilitazione comune.








