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Roma, 28 gennaio - “Quella della maggioranza parlamentare e del Governo sembra una vera e propria ossessione per ridurre i diritti dei lavoratori. Per la terza volta viene riproposta la cosiddetta norma salva-imprenditori, un nuovo e grave attacco alle tutele salariali e contributive”, denuncia Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil.
“Dopo essere stata prima inserita e poi ritirata dal decreto Ilva, e successivamente dalla legge di Bilancio grazie anche alla nostra opposizione, oggi il Governo senza alcun ritegno ci riprova con il dl Pnrr, dimostrando un accanimento politico inaccettabile. Un’azione semplicemente vergognosa”.
“La norma - ricorda Gabrielli - contrasta le sentenze della Cassazione sulla giusta retribuzione, impedendo il riconoscimento degli arretrati se applicato il contratto ‘leader’. In questo modo si indeboliscono le tutele salariali e si cancellano fino a cinque anni di arretrati, in maniera incostituzionale”.
“Basta prese in giro. Per la Cgil, l’unica soluzione è lo stralcio definitivo della norma, che sarà contrastata con forza in tutte le sedi”, conclude la segretaria confederale.






