Roma, 13 ottobre - “La Cgil condanna con fermezza la decisione dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza di uscire dall’ENOC, la rete europea dei Garanti, decisione che mette il nostro Paese ai margini per quanto riguarda la tutela delle persone minori. E ancor più preoccupante è la motivazione data, ferocemente ideologica contro i minori LGBTQIA+, le loro famiglie e le strutture sanitarie che li seguono”. È quanto dichiara la Cgil nazionale.

“L’uscita - si spiega in una nota - è stata infatti motivata con la mancata adesione al documento dell’ENOC che faceva esplicito riferimento alle persone minori con varianza di genere. In questo modo le fasce più fragili della popolazione minore di età, quelle peraltro più esposte a fenomeni di violenze e bullismo, vengono lasciate in balia di sé stesse senza più nemmeno la rete di supporto rappresentata dalle Istituzioni sovranazionali”.

La Confederazione ricorda di aver già espresso “preoccupazione” al momento della nomina della Garante, “denunciando un criterio di scelta caratterizzato dalla mera aderenza ideologica alle politiche del governo di estrema destra. Avevamo sottolineato che, a differenza di chi l’aveva preceduta in questo ruolo, tutte figure eminenti nell’ambito della tutela dei minori, il nuovo incarico veniva affidato a una persona priva di qualunque curriculum in materia, fatta eccezione per l’attacco alle persone minori con varianza o incongruenza di genere, alle loro famiglie e alle strutture medico-sanitarie che le avevano sempre assistite. I fatti odierni - si legge infine nella nota - ci confermano tristemente di essere stati facili profeti”.