Servono politiche capaci di rimettere al centro lavoro, diritti, casa, sanità e nuove generazioni. È questo il messaggio lanciato dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale “La Via Maestra”, in programma il 17 ottobre a Roma.

“Abbiamo bisogno di un futuro diverso da quello che ci viene prospettato”, ha affermato Landini, denunciando il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e le difficoltà che colpiscono soprattutto i giovani. Per il leader della Cgil è arrivato il momento di far emergere “i bisogni reali di questo Paese” e di costruire un fronte comune capace di “unire le lotte sociali che sono in campo sul lavoro, per il diritto allo studio, per il diritto alla casa, per una sanità che funzioni”.

Al centro della mobilitazione ci sono anche le scelte economiche e fiscali. Secondo Landini, le risorse per affrontare le diseguaglianze esistono, ma occorre una diversa volontà politica: “I soldi e le risorse ci sono, bisogna scegliere politicamente di ricostruire un’eguaglianza e una giustizia sociale che in questi anni è venuta meno”. Da qui la richiesta di una vera riforma fiscale, di una lotta efficace all’evasione e di una tassazione progressiva che coinvolga anche grandi patrimoni, rendite finanziarie e profitti.

Nel suo intervento il segretario della Cgil ha richiamato anche la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva, in sciopero a Genova, Taranto e Alessandria. “Chiediamo che non venga interrotta quell’attività e che l’Italia non diventi l’unico Paese industriale al mondo dove la produzione di acciaio viene cancellata”, ha detto, ribadendo la necessità di investimenti per garantire il lavoro, la sicurezza degli impianti e la decarbonizzazione della produzione.

Landini ha poi criticato l’aumento delle spese militari annunciato dal governo, sostenendo che le priorità del Paese siano altre: “Oggi noi abbiamo bisogno di investire sul lavoro perché non sia precario, sugli stipendi perché si arrivi alla fine del mese, per la scuola, per la sanità pubblica, per il diritto alla casa”. Temi che, ha sottolineato, riguardano tanto le nuove generazioni quanto chi lavora o è in pensione e vede ridursi il proprio potere d’acquisto.

Ampio spazio è stato dedicato alla questione fiscale e al cosiddetto drenaggio fiscale. La Cgil chiede l’introduzione di un meccanismo automatico che adegui detrazioni e scaglioni all’inflazione, per evitare che gli aumenti salariali vengano assorbiti dalle tasse. “Questo elemento ha già portato dal 2022 al 2025 ben 25 miliardi di entrate in più” pagate da lavoratori e pensionati, ha ricordato Landini, sostenendo che la mancata restituzione del drenaggio fiscale continua a erodere salari e pensioni.

Per il segretario della Cgil la manifestazione del 17 ottobre non rappresenta una protesta fine a se stessa, ma la proposta di un’alternativa. “Noi non siamo qui a fare una semplice opposizione”, ha spiegato. “La piazza del 17 è una piazza che indica delle proposte precise per affermare un altro modello sociale e un altro modello di sviluppo coerente con la nostra Costituzione”.

Un modello che, nelle parole di Landini, deve rimettere al centro anche la pace, il ruolo della diplomazia e della politica, insieme alla tutela dei diritti e alla possibilità per le giovani generazioni di costruire il proprio futuro in Italia. “Mai come adesso la lotta per dare un futuro diverso al nostro Paese passa dalla tutela dei diritti e dal dare un futuro alle nuove generazioni”.


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