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Roma, 16 gennaio - “Le vicende che hanno investito il Garante della Privacy rendono necessario riaffermare con forza il principio di autonomia e terzietà delle authority amministrative indipendenti e impongono, al tempo stesso, un gesto di responsabilità da parte del Collegio. Un gesto che non può che tradursi nelle dimissioni, unica via per preservare l’indipendenza dell’Autorità e sottrarne l’operato a condizionamenti e interferenze della politica”. È quanto affermano in una nota la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, e il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, in merito agli ultimi eventi che hanno investito l’Authority.
“Riteniamo, infatti, - proseguono i dirigenti sindacali - in linea con le rivendicazioni espresse dalla nostra rappresentanza sindacale all’interno dell’Autorità, che non sia più rinviabile una chiara assunzione di responsabilità finalizzata a ristabilire credibilità e autorevolezza del Garante della Privacy. Le dimissioni dell’intero Collegio rappresentano, in questa fase, l’unico atto in grado di avviare un percorso di ricostruzione della funzione realmente terza dell’Autorità. Solo attraverso questa scelta sarà possibile restituire fiducia all’Istituzione e garantire che il suo operato sia percepito come pienamente autonomo, nell’interesse esclusivo della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle cittadine e dei cittadini, come previsto dal mandato pubblico affidato al Garante della Privacy”.
Per la Cgil, “è indispensabile ribadire il valore del lavoro qualificato e insostituibile delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Autorità, che ogni giorno assicurano un presidio fondamentale di garanzia dei diritti. Un patrimonio professionale che deve poter operare in un contesto di serenità, trasparenza e piena autonomia, lontano da logiche estranee alla funzione istituzionale. Per queste ragioni rinnoviamo la richiesta di dimissioni del Collegio del Garante della Privacy, nella convinzione che solo così possa essere tutelata e rilanciata l’autonomia delle authority amministrative indipendenti e la credibilità delle istituzioni chiamate a garantire diritti fondamentali”, concludono Esposito, Di Cola e Ferrari.






