Roma, 2 aprile - “L’Italia è in difficoltà: il Paese è segnato da una crisi demografica strutturale e da un mercato del lavoro che rallenta e resta fragile”. Lo sottolinea Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil, commentando i dati recenti diffusi da Istat e Inps su demografia e occupazione.

Dall’analisi emerge un quadro preoccupante. Gabrielli evidenzia alcuni dati chiave: “Nel 2025 le nascite scendono a 355mila, con un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna, tra i più bassi in Europa. Il saldo naturale resta fortemente negativo (-296mila), e la popolazione complessiva rimane stabile solo grazie alle migrazioni (+296mila). Cresce l’invecchiamento: gli over 65 rappresentano circa un quarto della popolazione e le famiglie unipersonali raggiungono il 37,1%, riflettendo profondi cambiamenti nella struttura sociale e familiare con impatti su occupazione e mercato del lavoro”.

Sul fronte del lavoro, Gabrielli sottolinea: “Il sistema continua a creare occupazione anche per le connesse dinamiche demografiche ormai note, ma mostra segnali di rallentamento: nel 2025 le assunzioni diminuiscono del 1,3% e i contratti a tempo indeterminato calano del 4,5%, mentre aumentano le forme di lavoro discontinuo (+4,9%). Il saldo occupazionale resta positivo (+342mila) ma in frenata e trainato da dinamiche non strutturali, con un aumento di licenziamenti economici (+4%) e risoluzioni consensuali, segno di crescente instabilità. Crescono le assunzioni incentivate (+14%), a conferma della dipendenza del mercato dalle risorse pubbliche, senza reali effetti di inclusione per giovani, donne, lavoratori migranti e territori svantaggiati. Il problema del lavoro precario e povero rimane quindi irrisolto”.

Secondo la segretaria confederale, i dati evidenziano tre criticità su cui il Governo manca di interventi: “Un declino demografico strutturale che minaccia il futuro produttivo e sociale del Paese; un mercato del lavoro poco dinamico e sempre più precario; e l’uso di incentivi pubblici senza adeguati meccanismi di condizionalità e verifica”.

“Senza una svolta radicale su lavoro stabile, salari, contrasto al lavoro sommerso, politiche industriali e welfare, queste tendenze non si invertiranno. Per questo, sono necessari - conclude Gabrielli - interventi strutturali su occupazione di qualità, diritti, lotta alla precarietà, sostegno alla natalità e alla genitorialità, modifica delle politiche migratorie e un rafforzamento dei sistemi di controllo e di efficacia nell’uso delle risorse pubbliche finalizzate agli incentivi, alle politiche attive e formazione”.