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Roma, 29 maggio - “L’invito del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, agli Stati membri dell’Ue a utilizzare i fondi di coesione per affrontare la crisi energetica, determinata dalla guerra scatenata da Trump e Netanyahu, e per tamponare la nuova fiammata inflattiva, è stato giustamente contestato dal presidente del Comitato europeo delle Regioni. I fondi di coesione vengono ormai considerati un bancomat da cui attingere per risolvere, peraltro solo apparentemente, questa o quella emergenza: giù le mani dai fondi coesione”. Lo si legge in una nota della Cgil nazionale.
“Non è con queste scelte estemporanee - aggiunge la Confederazione - che si combatte il caro energia, ma contrastando la povertà energetica, sostenendo i redditi da lavoro e da pensione, stabilendo un tetto ai prezzi energetici, incrementando la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e disaccoppiandola dal gas. Soprattutto, le risorse necessarie devono essere reperite tassando i profitti e gli extraprofitti di chi sta speculando sull’ennesimo conflitto, anziché continuare a preservarli a spese dei contribuenti o saccheggiando i fondi di coesione. Quelle risorse - prosegue la Cgil - devono invece rimanere ancorate alle loro finalità originarie, ossia combattere divari e diseguaglianze e migliorare le condizioni sociali ed economiche di chi vive nelle aree più in difficoltà”.
“Per questo - conclude il sindacato di corso d’Italia - chiediamo al Governo italiano di non raccogliere l’invito della Commissione, evitando, per l’ennesima volta, di penalizzare i territori più fragili, a partire da quelli del Mezzogiorno. Al vicepresidente chiediamo di impegnarsi a evitare l’annunciato smantellamento della Direzione Generale REGIO, che indebolirebbe ulteriormente il ruolo cruciale delle politiche di coesione”.






