Roma, 4 marzo - “Siamo di fronte ad un quadro fortemente preoccupante, che conferma le criticità delle condizioni detentive, a partire dall’insostenibile livello di sovraffollamento che ha toccato il nuovo record con una media annua di 62.841 detenuti, circa 12 mila in più rispetto ai posti regolamentari, e dal numero dei suicidi. Le risposte del Governo sono inadeguate, quando non del tutto sbagliate”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi a commento del report pubblicato oggi dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

Per la dirigente sindacale “un altro dato a cui prestare grande attenzione è quello delle morti in carcere per cause da accertare, in netto aumento rispetto all’anno precedente, passate da 15 a 50. È davvero poco comprensibile come di tante morti, anche a distanza di tempo, non si sappia la causa, o non ne venga data comunicazione”.

Barbaresi aggiunge che "risulta indispensabile e urgente ragionare, oltre che sul sovraffollamento, sulle condizioni in cui versano le carceri anche dal punto di vista strutturale, con spazi fatiscenti, invivibili, insalubri. E sul trattamento dei detenuti, poiché le possibilità di formazione, studio, lavoro sono davvero limitate, il diritto alla salute non è garantito e il Servizio sanitario nazionale non è messo in condizioni di prendere compiutamente in carico i bisogni di salute delle persone ristrette”.

Per la segretaria confederale della Cgil “non serve costruire nuove carceri, occorre diminuire le presenze e migliorare le condizioni delle strutture esistenti, garantire spazi di vita dignitosi. È necessario intervenire urgentemente perché, come hanno sottolineato molte associazioni lo scorso 6 febbraio in occasione dell’assemblea aperta su ‘Diritti, clemenza ed umanità nelle carceri italiane’, in carcere non si può e non si deve morire”.