Roma, 21 aprile - “La relazione annuale dell’Anac, presentata questa mattina dal presidente Busia, conferma l’importanza del lavoro svolto dall’Agenzia per promuovere appalti di qualità, il rispetto dei Ccnl e una maggiore attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale, nonché per contrastare la corruzione e le infiltrazioni criminali negli appalti pubblici. Un’azione tanto più importante in un contesto normativo recentemente peggiorato dal Governo, con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e la pessima riforma della Corte dei conti, che ha, tra l’altro, ridotto drasticamente la responsabilità dei titolari di incarichi politici per danno erariale”. Così Alessandro Genovesi, responsabile appalti della Cgil nazionale commenta la presentazione questa mattina alla Camera dei Deputati della Relazione 2025 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Per il dirigente sindacale: "Tra le valutazioni oggi esposte dall’Anac, importanti sono stati i richiami al rapporto tra la qualità degli appalti e l’esigenza di una maggiore tutela dei lavoratori per quanto riguarda la sicurezza e la regolarità del lavoro, soprattutto lungo la filiera dei subappalti. Una sicurezza e una regolarità del lavoro che devono essere garantite rafforzando i controlli in fase di esecuzione, anche attraverso la digitalizzazione dei cantieri, la tracciabilità dei flussi di manodopera e una maggiore responsabilizzazione dei RUP e delle direzioni dei lavori".

“In particolare - continua Genovesi - apprezziamo che, in materia di subappalto, il Presidente Busia abbia chiaramente indicato che si tratta di uno strumento troppo spesso abusato per abbassare la qualità del lavoro e dell’opera o del servizio e che, pertanto, debba esserne limitato l’uso in termini di livelli (subappalto a cascata), oltre a dover essere sempre motivato da specifiche esigenze tecniche”.

“A dimostrazione dell’importanza dell’attività dell’Agenzia per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e della corretta concorrenza, è stato infine ricordato l’importante lavoro svolto in questi mesi con le varie istituzioni, tra cui il Cnel, e con le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, in particolare per contrastare il dumping contrattuale e l’utilizzo di Ccnl o non attinenti alle attività oggetto dell’appalto o, peggio, che non garantiscano le giuste tutele economiche e normative”.

“Ci auguriamo che il Governo - conclude la Cgil - prenda sul serio le indicazioni del Presidente Busia per fare degli appalti pubblici uno strumento per qualificare maggiormente il lavoro e le imprese e, come indicato dall’Unione europea, torni fin da subito indietro rispetto alle scelte fatte, che stanno solo alimentando maggiore corruzione e maggiori infiltrazioni criminali”.