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In una precedente nota informativa del 28 maggio 2026 avevamo illustrato gli orientamenti della Commissione europea in riferimento agli aspetti operativi relativi alla fase finale e alla chiusura del dispositivo per la ripresa e la resilienza con il relativo cronoprogramma procedurale. Si tratta di una fase molto delicata per l’Italia che è il Paese a cui è stata assegnata la porzione più cospicua delle risorse del dispositivo. Ricordiamo che la data del 30 giugno 2026 intesa come termine del PNRR ha assunto un carattere più simbolico che reale. Non a caso l’Italia ha presentato il 12 giugno scorso alla Commissione europea l’ultima richiesta di revisione (tecnica, stando alle parole del Ministro Foti) che costituirà la fotografia definitiva del Piano.
La data spartiacque è il 31 agosto 2026 entro cui l’Italia (e gli altri Paesi dell’UE) dovrà effettivamente e inderogabilmente completare tutte le tappe e gli obiettivi previsti e concordati.
Appare pertanto indispensabile fare il punto della situazione rispetto ai provvedimenti che si stanno adottando in queste settimane e rispetto a ciò che succederà dopo il 31 agosto 2026.
Per una valutazione di carattere politico generale sul PNRR si rimanda a quanto dichiarato dal Segretario Confederale Christian Ferrari.
Recepimento revisione PNRR del 27 novembre 2025
Il Ministero dell’economia ha completato la pubblicazione dei decreti con i quali sono stati recepiti i contenuti della revisione del PNRR del 27 novembre 2025 (ricordiamo che nel frattempo vi è stata un’altra revisione a marzo 2026):
• Decreto 19 maggio 2026 Recepimento delle modifiche apportate dalla decisione di esecuzione del Consiglio ECOFIN del 27 novembre 2025 alla dotazione finanziaria delle misure PNRR per alcune amministrazioni centrali (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2026);
• Decreto 16 aprile 2026 Aggiornamento della dotazione finanziaria dell'investimento M2C4I14.5 (GU del 21 maggio 2026);
• Decreto 13 febbraio 2026 Aggiornamento della dotazione finanziaria dell'investimento M5C3I1.4 (GU del 3 aprile 2026);
• Decreto del 29 gennaio 2026 Aggiornamento della dotazione finanziaria degli investimenti M4C1I1.7 e M4C1I5 (GU del 9 marzo 2026).
Nel file allegato l’elaborazione della CGIL Nazionale relativa alle modifiche apportate con tali decreti e il raffronto con quanto previsto in precedenza a livello di singola amministrazione centrale titolare e di singola misura o submisura.
Rilevazione delle economie
Il 24 giugno scorso la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) ha pubblicato sul portale Italia Domani la nota che chiarisce le attività da svolgere ai fini della rilevazione delle economie PNRR. Ricordiamo che nell’ambito del PNRR la rilevazione delle economie fa riferimento alle risorse per le quali non si è formato alcun impegno giuridicamente vincolante entro il 30 giugno 2026. Pertanto, non riguarda tanto il pagamento quanto la mancanza di uno specifico impegno contabile.
La RGS ricorda che in base all’articolo 30 del decreto-legge 19/26 le economie del PNRR si dividono in due categorie:
• le economie di misura, ossia le risorse che, alla data del 30 giugno 2026, non risultano ancora destinate al finanziamento di specifici progetti mediante provvedimenti di assegnazione delle Amministrazioni titolari (art. 30 comma 3);
• le economie di progetto, relative ai singoli interventi. In questo caso, i soggetti attuatori devono verificare le risorse PNRR assegnate che non risultano impegnate alla data del 30 giugno 2026 e che non sono più necessarie per il completamento dell’intervento.
Le economie di misura, determinate da svariati motivi compresa la modifica del perimetro di una determinata misura, devono essere rilevate dall’Amministrazione centrale titolare della misura.
Le economie di progetto devono essere indicate dai soggetti attuatori, i quali devono:
• aggiornare la piattaforma ReGiS inserendo per ciascun progetto (CUP) tutte le ultime modifiche apportate;
• registrare gli impegni assunti per ciascun CUP;
• valorizzazione, nella sezione dedicata alle economie, delle risorse effettivamente non impegnate;
• tenere conto anche delle spese ancora necessarie per il completamento amministrativo-contabile dell’intervento.
La RGS ricorda che in presenza del Fondo opere indifferibili, le economie dovranno essere imputate in via prioritaria a tale fonte.
I passaggi successivi
Dopo il 31 agosto 2026 si avvierà il confronto con la Commissione per dimostrare che tutti i target e milestone sono stati raggiunti al fine di ottenere il pagamento dell’ultima rata. A livello nazionale si aprirà la partita sulla destinazione delle economie, che si prospettano imponenti, determinate dall’utilizzo del principio dei costi sostenuti non collegati ai finanziamenti ricevuti che si andrà ad intrecciare con la prossima Legge di bilancio e le imminenti elezioni politiche. Infine, avremo i circa 25 miliardi di facility, che l’Italia potrà utilizzare dopo il 2026. Contemporaneamente diventerà sempre più rilevante la restituzione dei prestiti ricevuti e dei relativi interessi.






