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Il 20 marzo 2026 scorso il Governo ha pubblicato l’aggiornamento dei dati sull’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza al 26 febbraio 2026, come risulta sulla piattaforma ReGis.
La pubblicazione dei dati avviene dopo:
- l’approvazione della sesta rimodulazione del PNRR da parte della Commissione Europea;
- l’approvazione della Legge di bilancio (legge 199/25), con la copertura finanziaria di una parte rilevantissima delle misure introdotte che deriva dal PNRR;
- il pagamento, il 30 dicembre 2025, dell’ottava rata delle risorse PNRR attribuite all’Italia.
Nel frattempo, è in discussione in Parlamento l’ennesimo decreto-legge (dl 19/26) che, in un clima di totale accentramento delle decisioni nelle mani della Presidenza del Consiglio, prevede importanti investimenti e riforme che avranno rilevantissime conseguenze sulla vita dei cittadini ben oltre il 2026. Infine, è imminente l’approvazione, da parte della Commissione europea, di un’ulteriore rimodulazione che, con la motivazione che si tratta di meri aggiustamenti tecnici, non ha avuto nessun passaggio partecipativo nemmeno negli organismi istituzionalmente preposti alla gestione del PNRR.
In questo contesto assai complesso, la pubblicazione dei nuovi dati su ReGis consente di analizzare lo stato di avanzamento del Piano alla luce delle informazioni presenti sulla piattaforma.
Da un punto di vista del quadro finanziario programmatico, vi è un incremento di 5,5 miliardi di euro delle risorse dedicate ai progetti in essere. Come è noto, i “progetti in essere” sono progetti finanziati con risorse a valere sul bilancio dello Stato per investimenti avviati dall’Italia prima dell’approvazione del PNRR e inseriti nel Piano, in quanto coerenti con gli obiettivi e le condizioni del regolamento istitutivo del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Contestualmente, vi è una corrispondente riduzione di 5,5 miliardi di euro per i nuovi progetti.
L’incremento dei progetti in essere riguarda in particolare i crediti di imposta per Transizione 4.0, + 4,7 miliardi di euro, e gli Interventi speciali per la coesione territoriale (Missione 5 Componente 3), + 0,88 miliardi di euro, di cui 0,5 miliardi per incrementare il credito di Imposta ZES per il 2025.
Appare evidente come l’utilizzo di artifici contabili per spostare consistenti risorse del PNRR su spese attualmente imputate a risorse nazionali, che – come già accennato – ha consentito la copertura più consistente alla recente Manovra varata dal Governo, testimonia il fatto che la rimodulazione non è stata pensata per migliorare interventi, investimenti o riforme previste dal Piano, ma è una coperta (al momento l’unica) tirata di qua e di là per dare risposte immediate a richieste settoriali (vedi gli incentivi alle imprese), o per dare un po’ di spazio finanziario a una Legge di bilancio coerente con le politiche di austerità che il Governo ha deciso di mettere in atto.
Il numero dei progetti identificati con il cosiddetto Codice Locale di Progetto (CLP) sono 280.769. Ricordiamo che più CLP possono afferire a un codice unico di progetto (CUP). I CUP pubblicati sono pari a 275.636.
A questi numeri occorre aggiungere:
- gli investimenti per il “Rafforzamento dell'Ecobonus per l'efficienza energetica”, cosiddetto Superbonus 110%, che fino al 14 ottobre erano pari a 60.726 progetti;
- i crediti di imposta di “Transizione 4.0” che, in base ai dati forniti dal governo italiano alla Commissione europea in occasione delle verifiche propedeutiche al pagamento dell’ottava rata, sono pari a 230.193.
Da notare che riguardo a questi due investimenti, a cui si aggiunge la misura rafforzata di Transizione 4.0, per una cifra complessiva di oltre 32 miliardi, oltre il 16% del PNRR, vengono fornite informazioni generiche e di sintesi.
I progetti conclusi sono 158.545 (sommando i progetti con iter concluso, progetti con iter concluso ma solo da previsione, progetti con ultima fase conclusa con iter da completare). I progetti non conclusi sono invece 122.224, di cui 108.615 in corso di esecuzione.
La spesa dichiarata dalle amministrazioni titolari al 31 dicembre 2025 è pari a 104,63 miliardi di euro, il 53,81% del totale. L’incremento della spesa rispetto ad agosto 2025 è di circa 18,66 miliardi di euro, 4,66 miliardi al mese (un miliardo al mese in più rispetto al trimestre precedente). Da notare che l’incremento della spesa è in gran parte determinato dal passaggio di risorse verso i progetti in essere, ossia già finanziati con risorse del bilancio dello Stato. In altre parole, si tratta di un espediente di natura meramente contabile.
Permane la forbice tra spese e pagamenti (aspetto sollevato dalla CGIL anche in sede di Cabina di regia a fine settembre 2025): al 26 febbraio 2026 risultavano pari a poco più di 98,76 miliardi di euro. Ricordiamo che vi è una precisa differenza tra spese e pagamenti: la spesa dichiarata viene imputata mensilmente dalle Amministrazioni titolari e registra l’avanzamento finanziario aggregato delle singole misure del PNRR; i pagamenti rappresentano le spese sostenute dai Soggetti attuatori per le attività realizzate (o da realizzare in caso di anticipi) a costi reali o a costi standard.
Aggiornamento dei progetti definanziati dalla seconda revisione del PNRR
Sono stati aggiornati anche i dati relativi alle risorse del bilancio dello Stato riguardanti i progetti fuoriusciti dal PNRR a seguito della decisione di esecuzione del Consiglio UE (ECOFIN dell’8 dicembre 2023), che ha definanziato totalmente o parzialmente alcune misure PNRR, finanziandole con risorse nazionali. Le risorse sono quelle individuate con il decreto-legge 19/24.
I progetti monitorati sono 2.681, di cui 2.073 relativi agli “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale” (finanziamento PNRR: 2 miliardi; finanziamento bilancio dello Stato: 1,419 miliardi; finanziamento totale: 4,037 miliardi) e 608 relativi ai “Piani urbani integrati - progetti generali” (finanziamento PNRR: 900 milioni; finanziamento bilancio dello Stato: 1,504 miliardi; finanziamento totale: 2,874 miliardi).
Ricordiamo, infine, che il sistema ReGiS, sviluppato dalla Ragioneria Generale dello Stato, rappresenta la modalità unica attraverso cui le Amministrazioni centrali e territoriali, gli uffici e le strutture coinvolte nell’attuazione possono adempiere agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati PNRR.
La scelta di quali e quanti dati pubblicare e le modalità di assemblaggio e filtraggio sono il frutto di decisioni assunte unilateralmente dal Governo e dall’autorità preposta alla piattaforma. Ciò spiega, da un lato, il fatto che l’estrapolazione fa riferimento a una data di varie settimane antecedente all’effettiva pubblicazione e, dall’altro, che le informazioni presenti sulla piattaforma sono molte di più di quelle rese pubbliche, al netto dei dati legati alla privacy.
Ribadiamo, pertanto, la necessità di accesso diretto e in tempo reale alla piattaforma ReGiS, a partire dalla tipologia di dati a oggi pubblicati.
Di seguito alcune tabelle che sintetizzano i contenuti più rilevanti dei dati pubblicati e il quadro programmatico finanziario del PNRR confrontato con l’avanzamento della spesa.






