Roma, 1 aprile - “Il ddl Bongiorno, al centro delle contestazioni di questi mesi, non è più il riferimento del confronto parlamentare. È un primo risultato importante, che arriva anche grazie alla mobilitazione delle donne, dei centri antiviolenza, delle reti femministe e di tutte le realtà che in questi mesi hanno alzato la voce contro un arretramento culturale e giuridico inaccettabile. Ora si riparta dal testo della Camera”. Così la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione commenta quanto deciso in Commissione Giustizia al Senato sull’istituzione di un comitato ristretto per arrivare ad una sintesi sul disegno di legge sulla violenza sessuale.

“Anche noi, come le opposizioni, crediamo che l’unico terreno serio di discussione sia il testo approvato all’unanimità a Montecitorio, fondato sul principio del consenso libero e attuale e che rimette al centro un principio essenziale di civiltà giuridica e democratica. Ogni altro percorso che non assuma questo impianto - sottolinea la dirigente sindacale - rischia di produrre una legge sbagliata, confusa e pericolosa. Quando si parla di violenza sessuale non si può tornare indietro, con formule più ambigue e più deboli come quella della ‘volontà contraria’”.

“Sul corpo e sulla libertà delle donne non sono accettabili mediazioni al ribasso, compromessi che annacquano la tutela. Serve una norma chiara, avanzata - conclude Ghiglione - coerente con il lavoro che da anni fanno i centri antiviolenza, le associazioni delle donne e chi ogni giorno contrasta concretamente la violenza di genere”.