Roma, 22 marzo – Urne aperte in tutta Italia per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Una giornata importante per la democrazia del Paese, che chiama cittadine e cittadini a esprimersi su modifiche rilevanti dell’assetto costituzionale.

Tra i primi a votare anche il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, che si è recato al seggio nella mattinata di oggi.

Il referendum riguarda una legge costituzionale che interviene su nodi centrali del sistema giudiziario: dall’ordinamento della magistratura alla riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura, fino all’introduzione di nuovi meccanismi disciplinari.

Una consultazione che, per la sua natura, incide direttamente sugli equilibri tra i poteri dello Stato e sul funzionamento della giustizia. Per questo il voto assume un valore che va oltre il merito del quesito, chiamando in causa la partecipazione democratica e il ruolo attivo dei cittadini.

📌 Quando e come si vota

  • Domenica 22 marzo: ore 7 – 23
  • Lunedì 23 marzo: ore 7 – 15
  • Scrutinio: immediato alla chiusura dei seggi
  • Documenti: tessera elettorale e documento d’identità

📌 Che tipo di referendum è

  • È un referendum costituzionale confermativo
  • Non è previsto quorum
  • Vince l’opzione con più voti validi
  • Si vota tracciando una croce su “Sì” o “No”

📌 Cosa riguarda il voto

  • Ordinamento della magistratura
  • Consiglio superiore della magistratura (CSM)
  • Separazione delle carriere
  • Nuovo sistema disciplinare dei magistrati

📌 Partecipare è un diritto

Il voto è uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. Ogni cittadina e ogni cittadino può contribuire direttamente alle scelte che riguardano il Paese e il suo futuro, esercitando un diritto garantito dalla Costituzione.

Nel corso della giornata, seggi aperti regolarmente in tutto il Paese, con l’affluenza che verrà monitorata nelle diverse rilevazioni ufficiali.

Per la CGIL, la partecipazione al voto rappresenta un passaggio essenziale della vita democratica: un diritto da esercitare per contribuire alle scelte che riguardano il presente e il futuro del Paese.

In una fase complessa, segnata da tensioni sociali ed economiche, il coinvolgimento diretto delle persone nelle decisioni collettive resta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare la democrazia e la tutela dei diritti.


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