Si avvicina il referendum costituzionale del 2026 e cresce la mobilitazione degli italiani all’estero. Tra Belgio, Argentina e piattaforme online, si moltiplicano gli appuntamenti promossi dal fronte del No per informare le comunità e sostenere il NO al referendum costituzionale.

Il 3 marzo a Ixelle - Bruxelles, alle ore 18.30, si è svolta l’iniziativa promossa dal Comitato per il No in Belgio, appuntamento conclusivo della campagna referendaria nel Paese. Un incontro che ha unito informazione, dibattito, momenti conviviali e musica, con l’obiettivo di spiegare le ragioni del voto contrario alla modifica costituzionale. Durante la serata sono state contestate le motivazioni del fronte del Sì e fornite informazioni pratiche sul voto per corrispondenza, dalle modalità di ricezione delle schede alle scadenze per la restituzione. È intervenuto anche Filippo Ciavaglia del dipartimento internazionale della CGIL nazionale, con una testimonianza sulla campagna per il No all’estero. A motivare le ragioni del No sono stati gli europarlamentari Mario Furore (Movimento 5 Stelle), Sandro Ruotolo (Partito Democratico), Ilaria Salis (Sinistra Italiana) e Benedetta Scuderi (Europa Verde).

Sempre il 3 marzo, alle 18.30, a Buenos Aires, in Tacuarí 445 (CABA), si è svolto un incontro con il deputato Fabio Porta, eletto in Sud America, per discutere del referendum e promuovere il voto No “in difesa della Costituzione”, fondamento del sistema democratico italiano. Se il progetto dell’attuale governo venisse approvato sarebbe la prima volta che una modifica costituzionale verrebbe introdotta senza una previa discussione parlamentare, con i rischi che ciò comporterebbe per l’equilibrio democratico. In Argentina si è costituito un fronte del No che riunisce organizzazioni della società civile, con l’obiettivo di contrastare il progetto ritenuto lesivo dell’assetto istituzionale. Anche in Argentina il voto avviene per corrispondenza: le schede vengono inviate agli indirizzi registrati presso i consolati e devono essere restituite entro il 16 marzo per posta oppure consegnate a mano entro le ore 16 del 19 marzo.

Il ciclo di iniziative proseguirà il 4 marzo alle ore 17.30 con un’assemblea via web per la chiusura della campagna referendaria, occasione di confronto tra esponenti politici, rappresentanti sindacali e associazioni. Interverranno, tra gli altri, Giovanni Bachelet (presidente del comitato), Christian Ferrari per la CGIL, Toni Ricciardi per il Partito Democratico, Italo Sandrini per le ACLI, Valentina D’Orso per il Movimento 5 Stelle, Giorgio Marasa per Alleanza Verdi e Sinistra e Mari Franceschini per l’ANPI, oltre a contributi dai vari continenti.

Tre appuntamenti diversi per formato e contesto geografico, ma uniti dall’obiettivo di informare le comunità italiane nel mondo in vista di un passaggio ritenuto decisivo per il futuro dell’assetto costituzionale del Paese.

Leggi anche