E’ il primo marzo del 2006 e a Rimini 1.222 delegati si affollano alla Fiera per partecipare al quindicesimo congresso nazionale della Cgil. Da quasi 4 anni alla guida della Confederazione c’è Guglielmo Epifani, che da più di un decennio ha ruoli di primo piano all’interno del sindacato di Corso d’Italia. L’appuntamento coincide con un importante anniversario, i 100 anni dalla fondazione, un momento per celebrare i vari risultati ottenuti dalla Cgil e le figure che l’hanno resa il più grande sindacato italiano. Ma non è solo un Congresso celebrativo, la situazione del paese a livello politico, economico e sociale è disastrosa. Con la grande manifestazione del Circo massimo la Cgil è riuscita a difendere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ma gli attacchi al lavoro sono sempre presenti.

I problemi sono complessi, il Mezzogiorno continua a non dare prospettive ai giovani che emigrano, il potere d’acquisto è calato, le famiglie iniziano a fare fatica e la classe media che per anni ha sorretto il Paese inizia a scomparire. Partono in quegli anni i problemi che poi esploderanno nel decennio successivo e che negli anni ‘20 impoveriranno il Paese. Il segretario Epifani nell’occasione chiede che vi sia un contrasto alla precarietà, la generazione 1000 euro nasce in quegli anni, i contratti atipici iniziano a diventare la normalità e pesano come un macigno sulla vita di un’intera generazione. Si parla anche di scuola, una scuola che il Governo Berlusconi ha svuotato e che fatica a formare i ragazzi.

E’ in quel Congresso che inizia a levarsi forte la richiesta da parte della Cgil del riconoscimento e rafforzamento della democrazia interna e della rappresentanza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, richiesta che a distanza di 20 anni ancora non è stata accolta pienamente. I problemi presentati nel quindicesimo congresso, che ha come titolo “Riprogettare il Paese”, sono ancora presenti a distanza di 20 anni.

La politica non è riuscita a risolverli, e l’immobilismo ha portato gli stessi a deflagrare creando anni dopo una grande crisi sociale ed economica che tutt’oggi colpisce il Paese.